Finanza
Morì l’armiere, una condanna
Quattordici mesi (pena sospesa) al presidente del Tiro a segno
PRATO. Un anno e due mesi di carcere, pena sospesa con la condizionale. E’ questa la sentenza emessa nei confronti di Manfredo Candia, presidente del Tiro a segno nazionale, sezione di Prato, nell’ambito del processo scaturito per l’incendio che il 4 luglio del 2006 distrusse il poligono di tiro di Galceti e provocò ustioni talmente gravi all’armiere Edo Carlesi (75 anni) che dopo oltre un mese e mezzo di agonia nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Gaslini di Genova morì.
Manfredo Candia è sempre stato l’unico indagato di questa vicenda proprio in qualità della sua carica anche se a provocare accidentalmente l’incendio fu una guardia giurata che si stava esercitando nel poligono. Il perito nominato a suo tempo dal sostituto procuratore della Repubblica Eligio Paolini, Paride Minervini, nella sua relazione scrisse che il poligono non era idoneo a poter accogliere una attività di tiro a segno perchè la struttura non era conforme alla normativa specifica del settore, ed inoltre aveva accertato che veniva utilizzato anche del munizionamento non idoneo.
Una perizia che ovviamente ha fatto pendere il giudizio per la responsabilità di chi gestiva il poligono e che avrebbe dovuto mettere a norma l’impianto per evitare che si potesse verificare una tragedia simile. Una pena lieve comunque per Manfredo Candia che di certo non avrebbe mai voluto che una simile tragedia si verificasse in quell’impianto che dopo l’incendio è stato ricostruito e ristrutturato.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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