Finanza
«Con Firenze? Vediamo come»
In caso di città metropolitana il presidente Gestri non è sfavorevole
PRATO. Prato e Pistoia, anche se insieme, non arrivano ai requisiti previsti dal Governo (2.500 chilometri e 350.000 abitanti) e quindi diventa quasi scontata l’esigenza di creare un’unico blocco anche con Firenze. Ed è da qui che probabilmente parte la proposta inoltrata al Governo dall’Api.
Ci sono però dei se e dei ma. E li evidenzia il presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri che in attesa di avere ulteriori elementi fa dei distinguo.
«Se Prato, Pistoia e Firenze dovessero diventare un nuovo ente provinciale, o come il Governo lo vorrà cambiare, con le competenze che rimarrebbero in materia ambientale e di manutenzione delle strade non c’è discussione che serva a dare dei risultati. Diverso invece per Prato se venisse costituita una città metropolitana dove le competenze sono diverse sia in termini di territorio, lavoro e sviluppo e dove noi, Prato, potremmo giocarci una partita interessante».
Per Lamberto Gestri rimane comunque aperto un altro tema.
«Mi chiedo ai fini complessivi della riorganizzazione - aggiunge il presidente Gestri - che tipo di vantaggi ne possa avere lo Stato anche dal punto di vista del risparmio. Si continua a puntare l’indice sulle Province mentre ci sono una serie, centinaia e centinaia, di enti partecipati dalle Regioni e che hanno costi elevatissimi (consorzi, fondazioni...) e di cui nessuno parla come se tutto questo fosse ininfluente sui costi dello Stato.
Altri articoli a pagina 3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google