Finanza
Alloggio distrutto dopo lo sfratto
Gli inquilini non pagavano l’affitto da mesi e mesi La proprietaria: «Mi hanno reso l’alloggio tutto da rifare»
MONTEMURLO. Cinquanta centimetri di muffa alle pareti, mobili sfondati, porte scarabocchiate e una valanga di abiti, giocattoli e altri utensili abbandonati in mezzo alla sporcizia. E' l'altra faccia del rapporto tra il proprietario di un appartamento e il suo inquilino. E sono le brutte sorprese che una signora di Montemurlo s'è trovata di fronte una volta rientrata in possesso dell'abitazione che ha affittato per dieci anni consecutivi alla stessa famiglia montemurlese. Più che una denuncia, questa è una storia di buoni rapporti finiti in malora.
«Questa casa l'ha comprata mia madre con i risparmi e i sacrifici di una vita e quando l'ho vista in queste condizioni mi sono sentita umiliata – racconta la signora, che vuole rimanere anonima perchè la questione è adesso in mano agli avvocati – E pensare che negli ultimi dieci anni ho fatto di tutto per venire incontro alla famiglia cui l'avevo affittato. Non è giusto, adesso la casa è praticamente distrutta, violentata e io non posso fare niente. Se ne sono approfittati».
Sulla vicenda aleggia la crisi economica che ha fatto chiudere tante aziende e finire sul lastrico tanti piccoli imprenditori. La signora racconta che «all'inizio ho affittato la casa (tre vani con giardino più cantina e ampio terrazzo) a due persone che dopo dieci anni si sono però trasformate in quattro adulti, tre bambini e due cani. Ho provato più volte a suggerire loro che forse la casa era diventata troppo piccola ma non hanno voluto sentire ragioni – continua – Le cose sono poi cominciate ad andare male nel 2009, quando nonostante ricevessero i contributi del Comune per l'affitto hanno cominciato a ritardare i pagamenti. Per me non c'è stato problema, ho compreso le difficoltà e ho aspettato anche tre mesi per riscuotere la mensilità. Poi siamo arrivati al 2011».
E' l'anno in cui gli inquilini hanno smesso di pagare l'affitto: come succede spesso a Montemurlo, un Comune alle prese da tempo con una forte emergenza abitativa. «Senza i contributi del Comune, ho proposto loro di rifare il contratto abbassandolo ma non hanno accettato: allora sono entrata in difficoltà – racconta la proprietaria dell'abitazione – E dopo dieci mesi che non riscuotevo l'affitto mi sono decisa a chiamare l'avvocato». E' cominciato allora un tira e molla che ha inasprito gli animi perchè «quando mi sono resa conto che non facevano altro che prendermi in giro – racconta la signora - Uno rimette in discussione tutto, ti si apre un mondo completamente nuovo e alla fine ho scoperto che se ne erano andati una settimana prima del termine imposto dal tribunale, lasciando le chiavi infilate nella serratura come se nulla fosse». Ma invece di finire, la vicenda ha assunto dimensioni e significati del tutto inaspettati quando la signora ha aperto la porta di casa. Porte e sedie sfondate, una cucina ricoperta d'unto, alimenti andati a male nel frigo e una valanga di vestiti, scarpe, carte, giocattoli abbandonati, un televisore, una stirella, un tiralatte automatico e altro ancora. Non li hanno rivoluti indietro, nonostante si siano trasferiti in un altro Comune della Provincia. «Dieci anni fa consegnai questa casa perfettamente ammobiliata col frigo nuovo, le pareti completamente ridipinte e il terrazzo appena costruito – racconta la signora - Adesso è tutto da rifare, in alcuni casi, come per mobili e frigo, proprio da buttare. Ho chiamato Emmaus, verranno a scegliere quello che gli serve e poi butterò tutto». Nella montagna di oggetti abbandonati dagli inquilini ce ne sono alcuni che mandano in bestia la signora. «Quando dico che sono stata presa in giro e dopo la beffa ho avuto anche il danno bisogna credermi», dice. Sul pavimento di una stanza dipinta malamente di rosa confetto sono state lasciate le scatole di laptop, cellulari, telecamere, Wii, decoder Sky e di altri costosi articoli tecnologici. «Non affitterò mai più questa casa – conclude la signora – Con gli inquilini ho chiuso».
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