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Portano la pizza ai terremotati

Portano la pizza ai terremotati

In 24 sono partiti da Carmignano per una serata speciale: «Lo rifaremo»

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CARMIGNANO. Sono partiti in ventiquattro, tra loro anche parecchi giovani, e lunedì sera hanno organizzato una festa con animazioni per bambini, musica e cinquecento persone a tavola. Da Carmignano a Rovereto sul Serchia, paese nel modenese dove, dopo due mesi, ogni tanto ancora si sente qualche scossa, il paese di don Ivan, il parroco morto nel crollo della sua chiesa. Un modo diverso per aiutare chi vive ancora in roulotte e tenda davanti casa e una casa non sa quando potrà riaverla.

«Il dramma vero – racconta Giancarlo Luzzi – è che il terremoto si è portato via le tante abitudini e riti della quotidianità». Nei paesi dell'Emilia non ci sono più le feste d'estate in piazza. Non c'è più il bar dove andare a prendere un caffè, transennato e inagibile. Non si esce più per una partita a carte. Si vive in una dimensione sospesa. E spenti i riflettori, «anche volontari ed aiuti si sono fatti più radi» si lamentano. Così ad un gruppo di carmignanesi è venuta un'idea: organizzare loro una serata diversa. Una spizzata in allegria, con musica e giochi per bambini. Il tutto gratis, che in tempi in cui, complice la crisi e i tanti grattacapi quotidiani, anche la solidarietà pare essersi raffreddata, è davvero una bella notizia. Detto e fatto. A stringere i primi contatti con Rovereto sul Serchia è stata Nicla Buzzegoli, attraverso un medico del 118. Le quattro pizzerie a taglio “Spizzettando” di Carmignano, Seano, Poggio a Caiano e la Ferruccia hanno lanciato l'idea ed offerto dipendenti, forni, pasta e materiali. Caritas e Mater Caritas hanno messo a disposizione volontari e mezzi. La Pro Loco di Carmignano ha pagato il pulmino per portare tutti. Nelle vesti di fata Alice, una signora di Firenze ha truccato e fatto divertire i bambini, mentre un furgone frigorifero è stato offerto dalla macelleria Marini di Agliana. Si dira: è una goccia nel mare. Ma basterebbe che altre associazioni e privati facessero altrettanto perchè non lo fosse. «E' stato bellissimo» racconta Giancarlo di “Spizzettando”. Nello stomaco c'è ancora un po' magone e nelle braccia stanchezza. Qualcuno, venendo via, ha pianto. Ma sono contenti ed orgogliosi e torneranno. Il 30 luglio la festa si sposta a San Martino in Spino, nel comune di Mirandola. Altro paese tra i più colpiti dal sisma.

Walter Fortini

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di Redazione Pisa