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Prato

«I saldi sono utili ma non fanno miracoli»

«I saldi sono utili ma non fanno miracoli»

Un sondaggio di Confesercenti parla di un ridotto volume di vendite rispetto all’anno passato

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PRATO. A seguito dell'avvio dei saldi estivi 2012, Confesercenti Prato ha avviato un primo sondaggio tra i propri associati per valutarne l'andamento. I primi dati , provenienti da un campione di esercenti dislocati nel comune di Prato e nei tre maggiori comuni della provincia (Montemurlo - Poggio a Caiano - Vaiano), delineano i primi segnali importanti.

Rispetto agli anni precedenti, è subito emerso un dato significativo: si è significativamente ridotta la percentuale degli esercenti interpellati che ha dichiarato di ritenere inutili i saldi (meno del 10%):

La percentuale di sconto applicata nella fase iniziale è risultata più alta, rispetto agli anni passati: la quasi totalità degli esercenti interpellati ha affermato di aver applicato fin dall'inizio una percentuale media di sconto superiore al 30%.

Nel confronto con i primi giorni di saldi estivi della stagione 2011, si abbassa notevolmente la percentuale, poco meno della metà, degli esercenti interpellati(il 20%) che ha dichiarato che il volume delle vendite è sostanzialmente stabile: per il 10% le vendite hanno avuto un incremento rispetto all'anno precedente, mentre il 70% hanno registrato diminuzioni sostanziali nei volumi di vendita.

Un dato preuccupante è che oltre il 90% alla domanda su quale aspettative l'imprenditore abbia rispetto a questa tornata dei saldi ha risposto che non c'è nessuna aspettativa in quanto la crisi economica del nostro Paese e di Prato in particolare ancora incide pesantemente nei bilanci familiari.

La quasi totalità degli intervistati (98%) ha espresso soddisfazione per la data unica di inizio saldi per tutto il territorio nazionale, mentre oltre il 50% ha espresso una valutazione negativa sull'anticipazione del periodo di inizio dei saldi stessi.

«Si tratta - commenta Bettazzi, presidente della Fismo-Confesercenti - di dati purtroppo non sorprendenti, ma non per questo meno preoccupanti. Rimane la constatazione di un persistente calo dei consumi, come gli ultimi dati diffusi dall'Istat drammaticamente confermano. Per il resto, si manifesta in misura ancora più accentuata che il saldo è sempre di più acquisto sostituivo e non aggiuntivo: una tendenza - certo non positiva - che si va consolidando di anno in anno Ma c'è la necessità - conclude Bettazzi - anche in questo senso di azioni a livello nazionale, utili per rilanciare l'economia ed i consumi delle famiglie. Senza le quali, o peggio ancora, con un nuovo ed ulteriore aumento dell'Iva, il settore distributivo sarebbe completamente affossato col conseguente danno incalcolabile per l'economia italiana».

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