Il Tirreno

Prato

Controlli sulla Ztl No, solo sull’Apu

Controlli sulla Ztl No, solo sull’Apu

Giunta e opposizioni su fronti contrapposti per il centro Pasquinelli: «Meglio vere e proprie aree pedonali ristrette»

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PRATO. Dove l’uomo in divisa non arriva pensa l’occhio lungo della telecamera. Un piccolo flash, quanto basta per immortalare la targa del trasgressore e poi infliggergli la sanzione che merita per aver superato la barriera dell’area pedonale o della zona a traffico limitato perché privo di un permesso regolare.

Sembra proprio questo il pomo della discordia politica: la dislocazione delle telecamere in centro storico tra chi, come la giunta comunale (in testa l’assessore Roberto Caverni), è determinata a posizionarle all’altezza degli accessi all’Apu e chi invece, come il gruppo consiliare Pd e Idv in Comune e alla Circoscrizione Centro, punta invece su una Ztl più controllata e filtrata dai varchi elettronici. La posta in palio è una maggiore tutela del centro storico, una migliore qualità dell’aria e una maggiore vivibilità agli occhi di residenti, turisti e chi abitualmente lo frequenta per fare shopping.

I tempi stringono e la gara del Comune per la gestione dei parcheggi, nella quale è inserito anche un apposito capitolo sulla dotazione di telecamere per il centro storico, è ormai in dirittura d’arrivo (ma se ne parla ormai da oltre un anno).

«Dall’inizio del suo mandato la giunta ha ristretto le maglie della Ztl e dell’Apu: l’operazione di installare i varchi in un’area pedonale già ridotta ai minimi termini non ha però senso perché quella è più facilmente controllabile dalla polizia municipale - sottolinea il consigliere comunale democratico Maurizio Calussi -. Se vogliamo dare un segnale di rilancio del centro storico, occorre iniziare dalla Ztl, la più difficile da controllare».

S’ipotizzano al momento, nella mappatura delle future telecamere al vaglio dell’assessorato alla Mobilità, quattro porte d’accesso: la prima in largo Carducci all’angolo con via Guizzelmi, la seconda in via Ricasoli (intersezione con piazza San Francesco), la terza è prevista in piazza Sant’Antonino, mentre la quarta dovrebbe coprire via Santo Stefano alle spalle del Duomo. Ma per il gruppo consiliare non bisogna mettere nel dimenticatoio Porta al Serraglio (nel dicembre 2010 passata da Apu a Ztl) e Porta Pistoiese con l'idea di ripristinare la Ztl in piazza San Domenico (fu eliminata sempre a fine 2010), per filtrare meglio il flusso dei veicoli.

«Al di là della collocazione delle telecamere, non vogliamo un centro storico di serie A, estremamente ridotto e tutelato, e un centro storico di serie B, più ampio e in cui scarseggiano i controlli - incalza Gabriele Bosi, capogruppo Pd in Circoscrizione -. Serve proteggere la Ztl dal transito selvaggio».

Se fosse invece per il comandante della polizia municipale Andrea Pasquinelli, il tessuto dell’Apu dovrebbe restringersi ancora di più. «La scelta di realizzare un’area pedonale molto estesa come vollero le giunte passate costringe a ricorrere a tutta una serie di compromessi e finestre orarie per i residenti che non sarebbero consentite dal Codice della strada. È inutile “forzare” una situazione che non collima con la quadratura della nostra cinta muraria. Più s’allarga l’Apu e più si va a confliggere con le esigenze dei residenti. Sarei per questo propenso a istituire delle vere e proprie aree pedonali più rigide e ristrette, magari non contigue fra loro, come piazza Duomo ad esempio: il resto potrebbe essere una Ztl controllata dai varchi elettronici».

Maria Lardara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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