Proteste
Via Mazzini, a rischio le attività
Batacchi (Italia Nostra): «Non si può riqualificare una zona a danno di un’altra»
PRATO. Residenti, imprenditori e commercianti di via Mazzini hanno ormai da vari anni impostato la loro vita ed attività in una via pedonalizzata compiendo un lavoro positivo di presidio dal degrado e di valorizzazione.
Adesso la prospettiva di riapertura al traffico di via Mazzini vanifica il loro impegno decennale e rischia di mettere in crisi le loro attività col problema di possibili chiusure, conseguente abbandono e prevedibile degrado della zona.
«Inoltre - osserva Fulvio Batacchi, vice presidente di Italia Nostra di Prato - la via non ha marciapiedi a protezione del traffico pedonale e considerando che alla fine dell'orario di limitazione la Ztl è aperta a chiunque, il pericolo indotto dal traffico di autoveicoli ed il conseguente scoraggiamento al percorso pedonale appaiono evidenti. Non si può pensare di riqualificare una zona (piazza delle Carceri) degradandone un'altra (via Mazzini). Certo è che continuando a permettere l'attraversamento del centro agli autoveicoli non si riuscirà mai a riqualificare la città storica».
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