Il Tirreno

Prato

La tintoria Bases pronta a riaprire con titolari cinesi

di Ilenia Reali
La tintoria Bases pronta a riaprire con titolari cinesi

Sono in tre e hanno già una tessitura e una confezione Il loro consulente: «Vogliono avere una filiera completa»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. C’è un’altra tintoria che passerà in mano a imprenditori cinesi. E’ la Bases, la società che faceva parte del gruppo Bartolini Sestilio ormai da tempo chiusa. A prendere in affitto i locali e ad acquistare le macchine per tingere in capo e in pezza sono un gruppo di imprenditori orientali che fanno capo alla società Shunfa e che vivono e lavorano a Prato da una decina di anni. Tutti hanno rigorosamente meno di 30 anni e questa volta insieme all’acquisto della tintoria c’è un progetto “rivoluzionario” per il distretto parallelo.

L’obiettivo è infatti quello di costruire una filiera della moda che parte dalla lavorazione del filato fino alla confezione degli abiti. Il gruppo di imprenditori è infatti già titolare di una tessitura e di una confezione nel Macrolotto.

«Finora - spiega Alfredo Belli, il professionista che con la sua società, la Kairos, sta seguendo l’avviamento dell’azienda - con la tessitura lavoravano contoterzi. Poi hanno deciso di acquistare la ex Bases in modo da unire le due fasi di lavorazione.Hanno acquistato macchinari da tintoria in modo da poter gestire in proprio tutti gli ordini».

In base al progetto elaborato dagli imprenditori cinesi che tra poche settimane si insedieranno a pieno ritmo nella tintoria, avere anche una tintoria propria permetterà loro di avere un vantaggio sui prezzi da applicare agli abiti (prevalentemente da donna) e anche sul servizio da dare ai clienti.

«Con la tessitura, la tintoria e la confezione - è sempre Belli a illustrare il progetto - avranno tempi di consegna più flessibili e anche la possibilità di rispondere a richieste particolari di coloro che da mezza Europa arrivano ad acquistare capi di abbigliamento a Prato».

Per il momento non ci saranno macchinari per la rifinizione. «Non mi risulta abbiano intenzione di inserire la rifinizione. Preferiscono avere passaggi veloci».

La Bases è ormai dismessa da tempo e quindi gli imprenditori cinesi sono anche alla ricerca di personale italiano specializzato da inserire nell’azienda. Le figure ricercate sono quelle che, come consuetudine, cercano gli orientali quando aprono aziende di questa fase tessile: chimici, fochisti, meccanici e operai specializzati. Chi volesse avere informazioni può inviare una mail al consulente kairos@abtex.it). «Inizialmente - sottolinea Belli - cominceranno a lavorare con una decina di persone».

Un’esperienza nuova. Non tanto per la tipologia di prodotto che gli imprenditori hanno intenzione di lavorare ma per il concetto di costruzione della filiera. Di fatto è accaduto quanto i pratesi dicono da tempo solo sta avvenendo in senso contrario.Anziché lanifici e rifinizioni che si dedicano alla realizzazione di capi finiti (ce ne sono ma sono una minima parte), gli stranieri avviano il processo inverso, risalgono a monte della filiera.

Sembra quindi che gli imprenditori orientali abbiano compreso che per concorrere con i colleghi cinesi (ma della Cina) è necessario essere più flessibili e offrire un servizio migliore ai clienti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini