Sicurezza
La crisi pesa, i saldi estivi non decollano
Massai: «Siamo sui livello dello scorso anno, recuperare è difficile. I migliori affari si fanno la mattina e il giovedì sera»
PRATO. La stagione dei saldi è partita senza il botto. Gli esercizi commerciali non sono vuoti, ma potrebbe andare meglio. Dal primo bilancio, relativo alle vendite promozionali a quasi due settimane dall’inizio degli sconti sulla merce estiva, si rileva un lieve calo rispetto all’anno scorso: poche file davanti ai negozi, nonostante le offerte allettanti che campeggiano sulle vetrine catturando l’attenzione dei consumatori con l’annuncio di sconti fino al 50%.
Partenza lenta, dunque, per i saldi estivi a Prato. Secondo le stime di Confcommercio, il primo fine settimana di saldi non è andato bene: «Si è registrato un calo delle vendite del 5% rispetto all’anno scorso – afferma Daniele Spada, segretario di Confcommercio Federmoda Prato – col passare dei giorni il dato degli acquisti è andato migliorando attestandosi sostanzialmente sui livelli della stagione passata». Tuttavia «siamo ben lontani dal poter dire che i saldi stanno andando bene», afferma.
Più cauta al riguardo, la posizione di Confesercenti, che prima di tirare le somme vuole aspettare di conoscere i risultati dell’indagine condotta dall’associazione su un panel di negozianti soci attraverso la somministrazione di circa 300 questionari.
«I dati saranno disponibili nei prossimi giorni – afferma Massimo Bettazzi, presidente di Fismo Confesercenti – in mancanza di informazioni precise preferiamo astenerci dal dare valutazioni». Per molti commercianti la speranza è quella di recuperare un andamento non troppo brillante delle vendite di stagione. Tra aumento dei costi, concorrenza dei centri commerciali e crisi dei consumi, non è un periodo roseo per la categoria che non è rimasta per niente stupita dalla partenza a rilento dei saldi: «Non sono più i tempi di una volta – commenta Alfredo Massai, titolare del negozio di abbigliamento Acqua e Limone - con grande sforzo riusciamo a mantenere le vendite sui livelli dell’anno scorso, ma recuperare quanto perso nel corso della stagione non è facile». Il primo passo da fare per rimanere a galla in tempi di crisi è andare incontro alla clientela, che è sempre più a caccia di offerte convenienti: «Mettiamo a disposizione diversi articoli a prezzi scontati anche del 50 per cento – spiega – solo offrendo prezzi particolarmente vantaggiosi e un servizio più attento alle esigenze dei consumatori si riesce a vendere di più. Non a caso anche il nostro modo di lavorare si sta adeguando ai tempi che cambiano: se prima i sabati pomeriggio d’estate restavamo sempre chiusi, negli ultimi due fine settimana siamo rimasti aperti perché abbiamo visto che in centro c’è movimento, segno che in tanti, dovendo tagliare le spese, hanno rinunciato a trascorrere il week-end al mare». Le file quotidiane davanti ai negozi restano, tuttavia, un ricordo lontano: «Gli affari migliori ormai si fanno la mattina e il giovedì sera…», sottolinea Massai.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Minimoda, negozio d’abbigliamento e calzature: «Siamo allineati sui risultati dell’anno scorso – dicono – non c’è stato una corsa all’acquisto, complice la crisi dei consumi, si riesce a vendere solo facendo offerte estremamente vantaggiose». Nell’era della liberalizzazione, per i commercianti del centro non è facile nemmeno reggere la sfida con i centri commerciali e la grande distribuzione.
«Prato è una piazza difficile – ammette Vanessa Pierattini del negozio d’abbigliamento Dixie – parte del calo delle vendite dei negozi è dovuta a una minore affluenza di persone in centro. A Pistoia per l’inizio dei saldi abbiamo avuto un boom di vendite che ha segnato un divario enorme con Prato, dove per mantenere i risultati dell’anno scorso, c’è bisogno di uno sforzo maggiore. Se ci fosse da parte di tutti più attenzione al centro storico, si riuscirebbe a fare di più».
Intanto a livello regionale si discute se sia il caso rivedere la normativa che disciplina i saldi.
Le associazioni sono in prima linea: «Dovremo decidere se andare verso una liberalizzazione delle svendite oppure verso un maggiore controllo – afferma Spada di Confcommercio – non è più possibile andare avanti così: tra i commercianti,infatti, si sta diffondendo la tendenza ad annunciare sconti, promozioni e offerte vantaggiose prima dell’avvio ufficiale delle svendite. Come associazione, ci rendiamo conto che a spingere gli esercenti a non rispettare il divieto sono le difficoltà del momento, ma questa situazione non porta dei vantaggi a nessuno, tantomeno a chi subisce questa concorrenza sleale. La questione è sui tavoli, aspettiamo solo di confrontarci con i soci nei prossimi giorni per capire quale posizione assumere».
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