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Grosseto dà lo stadio al Prato, ma l’assessore finisce sulla graticola

Grosseto dà lo stadio al Prato, ma l’assessore finisce sulla graticola

Via libera dei maremmani per l’alternativa al Lungobisenzio. E la riunione di maggioranza si trasforma in un “processo” a Grazzini

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In attesa di conoscere il verdetto del Consiglio federale della Figc sul ricorso presentato dal Prato contro la mancata iscrizione al campionato di calcio di Prima divisione, va registrata una novità positiva per la società biancazzurra. Ieri, dopo qualche tentennamento, il presidente del Grosseto, Camilli, ha dato il suo parere favorevole alla concessione dello stadio maremmano ai lanieri. La decisione è stata poi comunicata dal sindaco di Grosseto al Comune di Prato e così i biancazzurri hanno un’alternativa nel caso il Lungobisenzio non venisse considerato a norma.

Come si sa, il problema dello stadio di Prato è l’illuminazione. Il Comune si è impegnato a realizzare entro il 30 agosto i lavori di adeguamento alle torri faro, ma per ora alla Lega Pro questo non basta. Quei lavori dovevano essere completati entro il 25 giugno. Per questo il Prato è stato per ora escluso dalla Prima divisione. Ma c’è un moderato ottimismo sulla possibilità che la squadra venga riammessa.

Intanto la mancata iscrizione del Prato al campionato di calcio di Prima divisione ha agitato la riunione di maggioranza di lunedì sera, nel corso della quale si sono manifestati alcuni “mal di pancia” nei confronti dell’assessore allo Sport, Matteo Grazzini. Era stato lo stesso Grazzini, recentemente su questo giornale, a prendersi le sue responsabilità per come il Comune aveva gestito la questione dei lavori all’impianto di illuminazione dello stadio, aggiungendo comunque che le regole sulle riprese in alta definizione gli sembravano assurde. Quell’intervista non è piaciuta a tutti nella maggioranza e pare nemmeno al sindaco Cenni, che avrebbe caldamente consigliato al suo assessore di usare toni un po’ più contenuti per evitare di irritare chi dovrà decidere sull’iscrizione del Prato. Grazzini da parte sua ha ribadito che è pronto a mettersi in gioco, soprattutto se il Prato non dovesse davvero essere iscritto al campionato. Non si parla dunque di dimissioni, almeno per ora. E premature sembrano le voci sulla possibilità di affidare la delega allo Sport all’assessore Giorgio Silli (il diretto interessato, tra l’altro, smentisce).

La posizione di Grazzini sarebbe comunque indebolita dal fatto che sono stati pochi, durante la riunione di maggioranza, a prendere le sue difese. Tra questi non c’è nemmeno il consigliere leghista Leonardo Soldi, e questo atteggiamento viene letto come una netta presa di distanza, visto che Grazzini è l’unico rappresentante dela Lega in giunta.

La questione del Lungobisenzio, in ogni caso, rischia di diventare, se non è già diventato, un brutto incidente di percorso dopo quello accaduto in campionato, quando il Prato fu costretto a giocare una partita ad Agliana, sempre per i problemi del Lungobisenzio, che è di proprietà del Comune.

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