La manifestazione
«Basta col ping pong su Peretola»
L’ultimatum dell’Unione industriale. Cavicchi: «Rendiamo più veloce raggiungere l’aeroporto»
PRATO. Basta con questo sfibrante ping pong di proposte e veti incrociati, «derivanti da tatticismi politici di campanile di cui non si sente alcun bisogno». E’ l’ultimatum del presidente dell’Unione industriale, Andrea Cavicchi, sulla questione della nuova pista dell’aeroporto di Peretola.
Niente di nuovo rispetto alla linea "storica" dell'Unione Industriale Pratese, da sempre favorevole allo sviluppo dell'aeroporto di Firenze, ma forti sottolineature sulle infrastrutture di collegamento con gli scali toscani: questo l'orientamento uscito dal Consiglio direttivo dell'Unione, riunitosi lunedì con all'ordine del giorno, fra gli altri temi, anche il futuro del “Vespucci”.
Il Consiglio ha constatato con soddisfazione che la soluzione 12-30, unica ritenuta percorribile dall'Enac, è anche quella che nel recente passato l'Unione aveva individuato come possibile; tuttavia, si spiega «non c'è nessuna intenzione da parte dell'associazione di imbarcarsi in discussioni di tipo tecnico e tantomeno politico, essendo queste materie di pertinenza di altri soggetti».
«Ora è il tempo della concretezza - dice Cavicchi - La società AdF assicura di avere la volontà e le risorse per realizzare la nuova pista, Enac dice che una soluzione tecnicamente percorribile c'è: quindi non rimane che la volontà politica di realizzare l'opera. E' chiaro che l'iter è complesso e gli attori in gioco molteplici, ma proprio per questo l'aeroporto diventa un banco di prova per l'efficienza e la credibilità delle istituzioni pubbliche locali».
Il Consiglio direttivo ha anche ricordato ed espresso apprezzamento per il progetto di realizzare l'integrazione - almeno sul piano funzionale ed operativo - fra gli aeroporti di Pisa e di Firenze, così da costituire un polo aeroportuale regionale efficiente ed adeguato alle esigenze del mondo economico e dei cittadini toscani.
«Anche realizzando la nuova pista del Vespucci e l'integrazione con Pisa rimane però un problema tanto fondamentale quanto paradossale, cioè come fare a raggiungere da Prato sia lo stesso Vespucci che il Galilei di Pisa - conclude Cavicchi - Le distanze sono minime eppure arrivarci è tutt'altro che facile e veloce. Bus diretti? C'è solo per l'aeroporto di Firenze. Treno? Al Vespucci non ci arriva, bisogna fare riferimento alla stazione di Santa Maria Novella, con corse che durano anche più di mezz'ora e che hanno frequenze diseguali, con “buchi” anche di un'ora e mezza; da Santa Maria Novella poi bisogna prendere o un bus o un taxi. Un'ora, in pratica, per coprire 15 chilometri. Auto? Tutto sta a partire molto per tempo vista la congestione dell'autostrada, a trovare un posto al parcheggio e poi a pagarlo s'intende. Andare in treno all'aeroporto di Pisa comporta invece almeno un cambio e un tempo variabile da un'ora e mezza a due ore: e in linea d'aria sono 60 chilometri… Insomma, bene, benissimo la pista, la attendiamo con ansia: ma bisogna fare in modo che da Prato, e anche dalle altre città toscane, si riesca a raggiungere facilmente gli aeroporti. Altrimenti si perdono tempo, denaro e anche passeggeri».
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