Il Tirreno

Prato

Scuola più aperta alla disabilità ecco il progetto

di Valentina Ceccatelli
Scuola più aperta alla disabilità ecco il progetto

Coordinato dal Comune, da febbraio si lavora nel segno dell’inclusione sull’intera classe, insegnanti compresi

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PRATO. «La percezione della disabilità aumenta nel momento in cui il soggetto si trova in un ambiente ostile».

È questo il pensiero dell'assessore alla pubblica istruzione e pari opportunità del Comune di Prato, Rita Pieri, che ha dato vita al progetto di inclusione per gli alunni delle scuole materne, elementari e medie inferiori con disabilità sensoriali.

Partito dopo il mese di gennaio per dare alle classi la possibilità di acclimatarsi, il progetto lavora sull'ambiente e non esclusivamente sul soggetto ed è il primo, e per ora unico, che sia stato attivato in Italia.

«L’Azienda sanitaria di Prato ci ha aiutato a conoscere la mappa, cioè in quali classi e scuole si trovano i bambini - spiega l’assessore Pieri -. Sono dieci in dieci classi diverse e, con le cooperative “Elfo”e Gioco, parlo, leggo, scrivo”, abbiamo attivato una serie di laboratori che hanno lavorato sulla classe intera, insegnanti compresi: i bambini con disabilità sensoriali, quali sordità e cecità non hanno dovuto fare niente in più rispetto ai loro compagni».

Bambini che possono diventare un'effettiva ricchezza nel momento in cui tutta la classe impara a comunicare, capendo che la disabilità sensoriale non impedisce a nessuno di avere una vita normale.

«Capire che un bambino sordo si chiama toccandogli la spalla, non urlando il suo nome nel corridoio - spiega Pieri - o imparando a parlare guardando in faccia l'interlocutore».

«Imparare la lingua dei segni o la gestualità, come i primi accenni di braille aiuta il bambino a comunicare e ai compagni a crescere con lui - spiega la dottoressa Barbara Davanzati, referente per le disabilità nei servizi all'infanzia dell'assessorato guidato da Rita Pieri - in questo modo tutto l'ambiente migliora. Siamo i primi a lavorare non sul soggetto ma sul contesto».

Gli operatori messi a disposizione dalle cooperative per gli incontri hanno le stesse disabilità dei bambini delle classi con cui hanno lavorato.

«I bambini iniziano subito a relazionarsi - spiega Pieri - e i risultati si vedono. Il progetto è stato un successo, anche le famiglie sono soddisfatte. A settembre riprenderà, e l'idea è di inserirvi anche i bambini con problemi di autismo».

La classe è lo specchio del mondo esterno, spiega l'assessore, e lavorare per migliorarla renderà migliore la vita di tutti coloro che la compongono.

«Non solo dei soggetti con disabilità, ma di tutti: nella vita forse incontreremo colleghi, amici, compagni con disabilità di questo tipo, imparare a relazionarvisi fin da piccoli facilita la vita».

Creare il giusto ambiente diminuisce la percezione della disabilità sensoriale.

«Ogni anno a Prato nascono dai 4 agli 8 bambini con questi problemi - spiega il dottor Marco Armellini, del dipartimento tutela salute mentale infanzia e adolescenza della Usl 4 - hanno bisogno di interventi immediati per limitare le conseguenze e lavorare su chi vive con loro per migliorare la comunicazione e, di conseguenza, la vita è un intervento che va in questo senso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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