La manifestazione
“Effetto Calvana” sull’elisoccorso
Si moltiplicano i voli dell’elicottero su Prato dopo la tragedia costata la vita al bambino e le polemiche sulle colpe
PRATO. Sono passate tre settimane dalla tragedia in Calvana che è costata la vita al piccolo Franco Lori, il bambino di 11 anni morto durante una gita organizzata dalla Parrocchia di Paperino, e per avere i primi risultati dell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri bisognerà ancora attendere, ma un primo effetto di quanto accaduto è sotto gli occhi di tutti: in queste tre settimane l’elisoccorso della Regione vola molto più spesso a Prato, soprattutto in Vallata.
Anche ieri pomeriggio Pegaso, l’elicottero giallo del 118, si è alzato in volo per soccorrere un anziano caduto da un albero a Migliana, che purtroppo non ce l’ha fatta. Ma nei giorni precedenti non era passato inosservato, nemmeno in Procura, l’attivismo dell’elisoccorso sulla provincia di Prato.
Numeri precisi non ce ne sono, ma per almeno tre volte Pegaso è atterrato in Vallata e un altro paio è volato a Prato. Erano tutte situazioni molto gravi, ma in tutti i casi le ambulanze via terra sono arrivate sul posto molto più facilmente di quel maledetto 26 giugno, quando si trattava di arrivare a Casa Bastone.
«Certo, è una cosa che ho notato anch’io - spiega il dottor Simone Magazzini, responsabile del 118 - E va detto che è successa la stessa cosa anche in altre parti della regione».
E’ un po’ come se la “soglia di attivazione” dell’elicottero si sia abbassata e ora sia più facile farlo decollare.
«Ci sono almeno due motivi - ipotizza Magazzini - Il primo è che questa è la stagione delle escursioni in montagna, dunque magari anche l’anno scorso di questo periodo Pegaso volava di più ma ci si faceva meno caso. Il secondo, sì, può essere legato a quello che è accaduto sulla Calvana, di cui preferirei parlare quando l’inchiesta sarà chiusa».
Nessuno vuole gettare la croce addosso agli operatori del 118. E’ comprensibile che, dopo le polemiche seguite alla morte di Franco Lori gli operatori, nel dubbio, chiedano il decollo dell’elicottero. Anche loro hanno subìto l’impatto emotivo della tragedia, con la differenza che il giorno dopo sono tornati al lavoro, in trincea, come tutti i giorni.
Quel che è certo è che non è cambiato il protocollo per l’attivazione dell’elisoccorso. Le regole sono le stesse di prima, solo che forse sono interpretate in maniera un po’ più elastica.
Far volare l’elicottero giallo costa, ma costa anche tenerlo a terra. Ancor prima della tragedia del 26 luglio era stata diramata una circolare in cui si raccomandava un «utilizzo appropriato» del mezzo. In altre parole: facciamolo decollare ma solo se serve davvero.
Gli addetti ai lavori negano che ci siano state pressioni di tipo economico. Anche questo è un discorso detto a mezza bocca quando ci si è interrogati sul perché in Calvana l’elicottero fosse arrivato così tardi. Ma, si ripete, nessuno ha voluto risparmiare sulla sicurezza. Semmai c’è sempre da valutare bene la situazione, perché i Pegaso sono tre in Toscana, e usarne uno senza sufficienti motivi significa sguarnire una zona non piccola.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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