Attenzione
Bernocchi bussa alla porta della Regione
«Opera pronta nel 2013. Abbiamo previsto un altro milione di euro ma con la spending review, Rossi deve darci una mano»
PRATO. L'unico punto fermo è che per l'autunno del 2013 il nuovo ospedale a Galciana entrerà a pieno regime. Sulla viabilità, invece, si rischia l'impasse. Tra espropri non completabili prima di un anno e mezzo e risorse mancanti per la bretella di collegamento fra la struttura di cura, il quartiere di San Paolo e via Galcianese.
Eppure, secondo il cronoprogramma che suddivide la realizzazione del nuovo tratto di tangenziale e dell'annesso sottopassaggio in tre fasi i tempi potrebbero anche essere rispettati con consegna dei lavori nel settembre 2013. In fondo, dei 5,8 milioni necessari per portare a termine la viabilità, il Comune ne ha già spesi 2,6. Un altro milione è stato stanziato nel bilancio preventivo per il 2012, che domani verrà approvato dal consiglio comunale. Conti alla mano mancano, pertanto, oltre 2 milioni.
E che questo sia il problema lo ammette l'assessore alle grandi opere Filippo Bernocchi, che senza remore chiede aiuto al governatore Rossi: «Come ogni opera infrastrutturale anche questa provocherà dei disagi e nostro compito sarà quello di ridurli al massimo. Il tema, adesso, è la finanziabilità dell'opera. Vorremmo attingere al fondo della Regione appositamente dedicato alle opere complementari per i nuovi ospedali. Il Comune non ha mai attinto a queste risorse».
Semplice quanto l’uovo di Colombo, se non fosse questo il periodo peggiore per andare a battere cassa in Regione. La spending review ha dato un'ulteriore sforbiciata alla spesa sanitaria, dopo i severi contenimenti dei trasferimenti statali delle ultime finanziarie. Del resto, è stato proprio Enrico Rossi la scorsa settimana a lanciare un messaggio inequivocabile al Comune di Prato - nel corso dell'incontro col sindaco Cenni - bocciando per motivi prettamente economici il progetto di un polo oncologico cittadino. L'amministrazione non può desistere. La giunta regionale resta l'ultima ancora di salvezza sia per le cure tumorali che per completare l'assetto viario a Galciana.
Bernocchi accoglie l'obiezione che il Comune avrebbe potuto cautelarsi accantonando i 5 milioni necessari per il nuovo ospedale per tempo. Ma è sufficiente ricordare che i primi espropri sono cominciati nel 2007 per consentirgli di imputare la responsabilità della carenza di fondi interamente in capo al Pd dei tempi di Romagnoli: «La scorsa amministrazione ha sbagliato a non mettere da parte questa cifra».
Al netto della pura e semplice questione di soldi a livello amministrativo la procedura per gli espropri talvolta va a rilento. Il dirigente del settore, Lorenzo Frasconi è ottimista sulla possibilità di un accordo col padrone del terreno immediatamente adiacente alla strada di ingresso all'ospedale. Ci sarebbe già un'intesa con l'Asl, in modo da consentire di ultimare in tempi utili la rotonda di collegamento tra San Paolo e Galciana via bretella. Resterebbe irrisolto il nodo di San Paolo. L'esproprio procrastinato fino al 2014 complicherà la vita a chi verrà dal centro. Da via Galcianese si potrà soltanto attraversare il sottopassaggio. Per immettersi nella bretella bisognerà passare dalla via di San Paolo. Nonostante il conseguente appesantimento del traffico per il quartiere questo sarebbe lo scenario roseo, col 100% di opera finanziata. Lo scenario peggiore, invece, avrebbe come punto di caduta il ricorso per intero ad un sistema di viabilità alternativa.
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