Il Tirreno

Prato

Arrestata nomade per una rapina e scoppia la polemica

di Alessandro Pattume
Arrestata nomade per una rapina e scoppia la polemica

Mazzei: «Va espulsa dal campo di Montemurlo» Ciolini: «Quando ci sarà la condanna avvieremo l’iter»

2 MINUTI DI LETTURA





MONTEMURLO. L'hanno arrestata sabato scorso i carabinieri della Tenenza di Montemurlo eseguendo un ordine di custodia cautelare in carcere per rapina. A casa sua, un alloggio fornito dal comune di Montemurlo, dove era già agli arresti domiciliari per l'indagine della squadra mobile di Pistoia su decine di furti che nel maggio scorso aveva portato all'arresto di 17 persone di origine rom e sinti. Meggy Reinhart però, questo il nome della 28enne arrestata, questa volta è accusata di rapina, insieme alla ventisettenne complice di Buggiano. A metà del dicembre scorso una ragazza cinese veniva infatti rapinata nella sua abitazione di via Balducci di circa 600 euro. Mentre una delle due rapinatrici la teneva ferma, l'altra metteva a soqquadro l'abitazione e prelevava i soldi. Sulla base della testimonianza della vittima e su altri elementi, i carabinieri sono così risaliti alla giovane donna sinti, madre di tre bambini, e all'altra nomade di Buggiano, a sua volta madre di un bambino di pochi mesi. E proprio a causa dei bambini minorenni, le due donne, dopo un paio di notti a Sollicciano, sono state scarcerate e compariranno stamattina davanti al Gip per l'interrogatorio di garanzia. Nel maggio scorso la squadra mobile di Pistoia smascherò una vera e propria impresa di furti, diciassette tra gennaio e marzo, che coinvolgeva alcune famiglie di origine rom e sinti. Sulla base di intercettazioni telefoniche e ambientali, la polizia perquisì anche cinque campi nomadi compreso quello di Montemurlo dove, come in quelli di Pistoia, Buggiano e Grosseto, vennero rinvenuti numerosi gioielli e orologi.

Una notizia, quella dell'ennesimo arresto della donna sinti, che non poteva non riaccendere le vecchie polemiche legate ai sinti e alle norme che regolano la loro permanenza nella residenza di via Prato previste nel regolamento voluto dall'opposizione e approvato all'unanimità dal consiglio comunale. «Chiederò al Comune di contattare il casellario giudiziario per fare il punto della situazione sulla fedina penale dei sinti montemurlesi – spiega Alessio Mazzei, consigliere della Lega Toscana - Dobbiamo sapere se hanno qualche pendenza con la giustizia e se sono stati condannati per qualche reato. Solo così possiamo veramente far rispettare il regolamento del campo di via Prato e capire se ci sono gli estremi per l'espulsione di qualcuno dei suoi abitanti».

Nicola Ciolini, assessore alle politiche sociali, attende invece una condanna. «Non appena ci sarà una condanna di qualsiasi tipo daremo il via all'iter per lo sfratto e per il recupero dell'alloggio concesso dal Comune, come prevede il regolamento del Comune». Mazzei però rincara la dose: «Anche se la donna arrestata è assegnataria di un alloggio a Prato, la sua residenza è ancora al campo sinti di via Prato a Montemurlo e quindi riguarda la consulta che regola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa