Il dolore
Sorpresa, il condominio di lusso non è più abitabile
Trenta appartamenti con vista sul Bisenzio, ma mancano le canne fumarie Il Comune revoca anche il certificato di conformità dopo la denuncia di un notaio
PRATO. Una trentina di famiglie hanno vissuto durante gli ultimi dieci anni in un condominio di pregio, quello di via Signorini 7, traversa di via Fra’ Bartolomeo con vista sul Bisenzio, ma ora scoprono, da un giorno all’altro, che il condominio non è più abitabile. O meglio, che il Servizio edilizia del Comune ha annullato il certificato di abitabilità e quello di conformità, firmati rispettivamente dagli architetti Marco Benassai e Alessio Cantini.
E’ la conseguenza di una causa civile intentata l’anno scorso dal notaio Carlo Pasquetti, proprietario di uno degli appartamenti. Il notaio ha comprato l’appartamento nel gennaio del 2010 e ben presto ha scoperto una singolare anomalia: nella sua cucina non c’è la canna fumaria per l’esalazine di fumi e vapori di cottura. E non si tratta di un’eccezione: tutti gli altri appartamenti hanno lo stesso difetto.
Pasquetti si è informato e ha scoperto che gli altri proprietari si erano arrangiati con soluzioni di fortuna, in certi casi facendo un buco nel muro esterno, ma lui ne ha fatto una questione di principio e ha intentato causa contro il precedente proprietario.
Sul caso è stata presentata anche un’interrogazione in consiglio comunale dal capogruppo Pd Massimo Carlesi.
L’azione civile ha provocato l’intervento del Servizio edilizia del Comune e dei tecnici dell’Asl, che in prima battuta, nel giugno dell’anno scorso avevano concluso che la mancanza delle canne fumarie non costituiva «motivo per dichiarare inagibile o inabitabile l’unità immobiliare». La procedura però è andata avanti e nonostante una memoria dell’avvocato Mauro Giovannelli, per conto dell’architetto Marco Benassai, che sosteneva che le norme al momento della costruzione (2002) erano diverse da quelle attuali, il Servizio edilizia ha concluso che le canne fumarie in quel condominio dovevano esserci. E dunque ha annullato sia il certificato di abitabilità firmato dall’architetto Benassai che quello di conformità rilasciato dall’architetto Alessio Cantini, marito dell’ex senatrice Pd Beatrice Magnolfi.
Un bel pasticcio, perché nel frattempo la ditta costruttrice, come ricorda il notaio Pasquetti, è fallita, e dunque non si sa chi dovrebbe pagare gli eventuali lavori per mettere a norma il condominio.
Paolo Nencioni
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