Sicurezza
«Gas, i conti non tornano L’operazione è deleteria»
Il capogruppo in consiglio comunale del Pd, Massimo Carlesi, contrattacca e ripaga con la stessa moneta il sindaco Cenni e l’assessore Bernocchi
PRATO. «Sui presunti vantaggi che derivano dalla gara del gas, abbiamo rivisto la normativa e abbiamo controllato le cifre fornite dal sindaco e dall'assessore Bernocchi, anche con l'ausilio di terzi, ben preparati. Ebbene, non è assolutamente vero quanto Cenni e il suo assessore hanno dichiarato». Lo dice, per poi spiegare meglio, il capogruppo del Pd in Comune, Massimo Carlesi. «Secondo le nuove norme sulle gare per la distribuzione del gas, vedi “Regolamento criteri” pubblicato il 27 gennaio in Gazzetta Ufficiale, i numeri derivanti dall’esito della gara sono diversi – riprende Carlesi – Ma per dare maggior enfasi alla loro personale vittoria di cessione della rete di distribuzione del gas da una società pratese (che alla fine dell’anno distribuisce gli utili ai Comuni del nostro territorio) ad una società fiorentina (che distribuirà gli utili ai Comuni dell’area fiorentina), snocciolano numeri che non corrispondono assolutamente a quanto prescritto dalla normativa». In particolare, Massimo Carlesi si riferisce alla somma di 3 milioni e duecento mila euro che il Comune di Prato avrebbe incassato indicendo la gara con le nuove regole nazionali. Se l’assessore avesse fatto i calcoli con maggiore attenzione, considerando la remunerazione del capitale di località, la quota ammortamento, i titoli di efficienza energetica, infatti, avrebbe ottenuto come risultato una cifra pari a circa 12 milioni di euro, ovvero circa 1 milione di euro per 12 anni. Non solo. Se sindaco e assessore avessero agito secondo la nuova disciplina «a questi 12 milioni si sarebbero aggiunti i circa 20-21 milioni relativi agli investimenti sulle reti effettuati dall’aggiudicatario della gara. Quindi non più 3 milioni ma 33. Se a questi poi si somma l’una tantum richiesta da Anci al Ministero dello Sviluppo economico, ecco che la somma ottenibile dal Comune di Prato, indicendo una gara d’ambito e non una gara con la vecchia disciplina – come invece è avvenuto - sarebbe stata assimilabile a quest’ultima», puntualizza il capogruppo del Pd. «Oltre quindi a smascherare questa favola raccontata ai pratesi contando sul fatto che è ben difficile controllare – riprende Carlesi - vale la pena di ricordare che questa operazione, poco vantaggiosa nel breve periodo, nel lungo termine risulterà sicuramente deleteria per la città di Prato in quanto, per far cassa, si è ceduto ad una azienda controllata da altri Comuni la gestione del core business della società di servizi pubblici più prestigiosa di Prato con la conseguenza, se non fosse chiaro al sindaco, di una netta diminuzione degli utili per Consiag, minori dividendi per Prato e gli altri Comuni soci e una netta perdita di potere decisionale e forza contrattuale nella governance di Estra».
«Ad oggi sembra proprio, per non dir di peggio, che il sindaco non abbia una visione molto chiara di questo settore». conclude il capogruppo del Pd.
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