Il Tirreno

Prato

Undici frutti antichi riconosciuti tipici

di Alessandra Agrati
Undici frutti antichi riconosciuti tipici

Accolta dalla Regione la domanda del Comune di Vaiano per i cultivar segnalati in base ad una ricerca dell’Università

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VAIANO. Accolta dalla Regione Toscana la domanda presentata dal Comune di Vaiano per iscrivere undici cultivar di frutta antica segnalate sulla base della ricerca condotta su progetto totalmente finanziato da Arsia e realizzato dal Dipsa dell’Università degli Studi di Firenze. La commissione tecnico scientifica delle specie legnose da frutto convocata dalla Regione Toscana, ha esaminato e accolto (11 su 13) i cultivar proposti dal Comune di Vaiano che saranno inseriti nell’elenco regionale e nazionale favorendone la commercializzazione. «E’ un passo importante - ha sottolineato il sindaco Annalisa Marchi - non solo per Vaiano che ha promosso fin dal 2006 questa ricerca e ha impiantato molti di questi cultivar nel Pomario del Mulinaccio, a salvaguardia della biodiversità. Le aziende agricole della val di Bisenzio e di Montemurlo potranno curarne la produzione e la commercializzazione come prodotto tipico. Dalla mela savignanina, che è molto interessante perché si conserva bene per diversi mesi alla pera bugiarda, di cui abbiamo notizia fin dal settecento nella nostra zona. Nella ricerca sono stati impegnati anche alcuni appassionati ricercatori locali ed i giardinieri comunali che hanno provveduto agli innesti. Alessio Ferri, ricercatore universitario, ha svolto la caratterizzazione e tutte le indagini necessarie che hanno richiesto tempo. Un bel gioco di squadra ed un altro segno incoraggiante per la nostra agricoltura da promuovere e sostenere». Il riconoscimento è stato dato anche alla mela Appia e alla mela di Decio, impiantate al tempo dei Romani in val di Bisenzio, alla pera arancina, campana e giugnolina, al pero limone e a due cultivar di pesco, quello di Ognissanti tipo percocca ritrovato a Faltugnano e presente nell’antico giardino di Villa Organi e la pesca sanguigna». L’amministrazione comunale già da un anno ha iniziato questo percorso verso il riconoscimento degli antichi alberi da frutto, fin da quando si scoprì che il patriota Domenico Gazzadi, soggiornando in Val di Bisenzio, aveva iniziato a coltivare i pelargonina una specie particolare di gerani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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