Il Tirreno

Prato

Un fronte unico per via Mazzini

di Maria Lardara
Un fronte unico per via Mazzini

Commercianti e residenti contro il progetto di riaprire al traffico la strada: una raccolta di firme

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PRATO. Finora si erano limitati a dire no alla Ztl e a maglie più allargate per il transito delle auto. Stavolta fanno sul serio e passano alla raccolta firme. A centinaia, ne hanno raccolte in soli pochi giorni. E lo dimostra quel cartello attaccato alle loro vetrine con lo slogan “Non lasciamo che via Mazzini muoia”, allegato a un ritaglio di articolo di giornale (il nostro) che, meno di due settimane fa, aveva trattato la questione.

Per tenere in piedi l’area pedonale in via Mazzini, commercianti e residenti fanno quadrato contro il progetto di revisione della viabilità derivante dalla riqualificazione di piazza delle Carceri. Intanto domani mattina il titolare del “Concept Store” Stefano Meoni, a nome di chi vive e lavora lungo la strada, sarà a colloquio dall’assessore Roberto Caverni per discutere della situazione.

In pratica, la situazione è questa: una volta pedonalizzata piazza delle Carceri, il traffico di automobilisti (quelli con il permesso per circolare nell’area Ztl e Apu: in assenza però di varchi elettronici e i pochi controlli della polizia municipale, da queste parti si fanno vedere molti furbetti senza permesso) provenienti da via Tintori e via Verdi sarà convogliato su via Mazzini, verso piazza San Marco (cambierà anche il senso di marcia in via Cairoli). Dodici i negozi dove è depositata la petizione, e il timore è che in futuro si possa profilare una convivenza impossibile con le auto, attualmente già poco tollerate lungo questo centralissimo tratto di strada sulla carta classificato come Apu. «Già ora le condizioni in cui è tenuta sono pessime. Questa è Apu come via Garibaldi ma ognuno fa come vuole. Vede? Quelle tre auto in sosta non potrebbero starci. Paghiamo le tasse come tutti gli altri commercianti del centro storico ma - denuncia Meoni - noi ci prendiamo gli automobilisti che entrano a tutte le ore e parcheggiano ai lati della strada. Via Mazzini è sempre stata dimenticata, sia dalla giunta di ieri che dalla giunta di oggi. Non parliamo poi dei sacchetti di spazzatura abbandonati per strada. E ora ci vogliono togliere anche l’Apu: in questa battaglia siamo tutti uniti, commercianti e residenti: sto anche cercando di coinvolgere i proprietari dei fondi sfitti». Via Mazzini, cuore dell’antico quartiere “Palazzolo”, è una strada stretta senza marciapiede. E la notte si trasforma in una giungla.

Ne sa qualcosa Tiziana Colantonio, una residente. «Addirittura le macchine s’infilano pericolosamente contromano da piazza San Marco. In questa strada siamo arrabbiatissimi. La gente che vuole andare al Metastasio o nei locali in centro parcheggia l’auto senza permesso davanti alle nostre case, fregandosene del cartello dell’Apu in cima alla strada».

Mary, la parrucchiera di “Un diavolo per capello” in via Mazzini, descrive un quadro già difficile (fino a ieri solo lei aveva raccolto una trentina di firme). Smantellare l’Apu in quel pezzo di strada non servirà a portarle clienti in più anche perché questi generalmente lasciano l’auto in piazza Mercatale o nelle vicinanze del castello. «Le clienti che vengono a farsi i capelli desidererebbero un po’ di tranquillità a piedi, magari con il cagnolino o con il passeggino dei bimbi al seguito, anziché doversi spostare per far passare le auto».

Giova ricordare che, in virtù di un’ordinanza comunale, chi ha un idoneo permesso per circolare in Apu può farlo comunque in certe fasce orarie (dalle 12.30-15.30 e dalle 19 alle 10). Preoccupato per le possibili ricadute economiche è infine Matteo Abati della gioielleria San Marco: «I nostri clienti vengono qui a piedi: piazza San Marco è la porta d’accesso naturale per i pedoni diretti in centro».

Timori infondati invece per il possibile passaggio delle Lam in via Mazzini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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