Il Tirreno

Prato

Trasporto pubblico verso nuovi tagli

Trasporto pubblico verso nuovi tagli

Minori trasferimenti dalla Regione, si metterà mano alle linee extra urbane nei giorni festivi

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PRATO. Dal punto di vista istituzionale, galleggia. Nel senso che non sa quale sarà il suo futuro, né quello della Provincia. In effetti il provvedimento del governo sul riordino istituzionale potrebbe meritare un cartellino giallo per fallo di confusione. «Ancora - dice Gestri - non sappiamo come finirà. Penso che dovremo guardare ad ovest, verso Pistoia, ma con Pistoia non rientriamo nell’estensione territoriale prevista dai criteri. Tuttavia siamo alla vigilia di un cambiamento vero, si va verso una condivisione senza più autonomia. Un processo che metterà in discussione il carattere identitario di Prato».

Il richiamo all’identità pratese suona un po’ strano per una città che ha una fortissima presenza di immigrati: «Ci dobbiamo adeguare ai cambiamenti», risponde Gestri. Sicuramente la futura grande Provincia avrà meno funzioni: solo viabilità, rifiuti, trasporti. Forse il segnale di una architettura istituzionale futura che non prevede le Province. Anche perché, che senso ha la gestione dei trasporti da parte delle Province se si andrà alla gara unica regionale?

«A noi toccherà solo il compito di tagliare le corse anche dopo la gara unica - dice amareggiato Gestri -. Tra l’altro, con i minori trasferimenti, dovremo anche rivedere il trasporto pubblico».

Dalla Regione, infatti, arriverà un taglio del 2,5% che aggiunto al mancato adeguamento Istat, porterà la diminuzione del trasferimenti regionali intorno al 6%. Dove colpirà la scure? Sul trasporto extra urbano. Se dal prossimo anno scolastico, la scuola di Reggiana farà festa il sabato, la corsa degli studenti verrà cancellata senza grandi ripercussioni. Se ciò non bastasse, si metterebbe mano alle altre linee. In alcuni giorni festivi particolari la Cap potrebbe eliminare qualche corsa meno frequentata mentre viene esclusa al momento la possibilità di tagliarre le corse extra urbane pomeridiane del sabato, come era stato ipotizzato in un primo momento.

Provincia sulla graticola, dunque, e non solo per il futuro. Il presente incombe e nel presente c’è l’impossibilità di saldare i debiti con le aziende per colpa del patto di stabilità.

«Noi abbiamo i soldi in cassa - dice il presidente - ma non possiamo onorare i debiti con le imprese. Ci sono aziende sull’orlo della chiusura perché agli enti locali viene impedito di pagare. E al tempo stesso, non possiamo cantierare i nostri progetti. Ovvero, l’esatto contrario dello sviluppo. Purtroppo si prendono provvedimenti che stanno strangolando le Province e l’economia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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