Il Tirreno

Prato

Cinese si spaccia per Bruce Lee

Il confezionista si è mescolato ai suoi dipendenti durante un controllo dei carabinieri ed è stato denunciato

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MONTEMURLO. Non si sa se “ci è o ci fa” l’imprenditore cinese di 40 anni, titolare di una confezione a Montemurlo, che venerdì mattina, durante un controllo della squadra interforze coordinata dai carabinieri, ha tentato di evitare la denuncia per sfruttamento della manodopera clandestina mescolandosi ai suoi dipendenti. Non solo. Quando gli hanno chiesto come si chiamava a risposto, senza batter ciglio, Bruce Lee, il mago del kung fu. Ovviamente non gli hanno creduto ed è scattata la denuncia.

L’idea del confezionista era di farsi passare per un clandestino e così rimandare l’appuntamento con le sue responsabilità, ma evidentemente qualcuno dei suoi dipendenti lo ha indicato ai carabinieri e il piano è fallito.

Ai controlli hanno preso parte anche la polizia municipale, tecnici di Asl, Direzione provinciale del lavoro, Inps e Inail. I controlli hanno riguardato due capannoni di cui non è stato fornito l’indirizzo. Nel primo c’era il falso Bruce Lee, che è stato denunciato per lo sfruttamento della manodopera clandestina. Nel secondo un cinese di 50 anni, residente in provincia di Modena, che deve rispondere di abusi edilizi per la realizzazione di dormitori non autorizzati nella sua ditta.

Ai due imprenditori sono state inoltre contestate alcune violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e dalle due aziende sono state rimosse sette bombole di gpl che servono per allestire cucine senza chiedere l’allacciamento alla rete del gas (cosa che farebbe scattare automaticamente i controlli sull’uso promiscuo dei luoghi di lavoro).

In base al cosiddetto decreto Bersani, è stata disposta la sospensione dell’attività lavorativa di entrambe le confezioni, anche se in realtà è stato trovato un solo operaio clandestino. Quest’ultimo è stato denunciato a piede libero per il suo stato di clandestinità e successivamente avviato all’ufficio immigrazione della Questura per le pratiche di espulsione. Pratiche che di solito si concludono in un nulla di fatto ai fini pratici, visto che è molto difficile espellere concretamente i clandestini cinesi privi di documenti d’identità.

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