Sicurezza
«Amo la città dalle piste ciclabili al macellaio»
Nonostante il successo l’attore ha scelto di vivere qui insieme alla moglie Francesca e alla figlia Bianca
PRATO. Per il grande pubblico, l'attore pratese Luca Calvani è un artista e un sex symbol. Il “bello ex naufrago” che nel 2006 vinse “L'isola dei famosi 4” in Honduras, collezionando poi una serie di ingaggi fortunati per fiction e film tv. Ma i pratesi, che conoscono la sua storia e che lo hanno visto crescere e arrivare al successo, non la pensano così.
Luca per loro è prima di tutto un amico e un concittadino. «Uno di noi» - come direbbe qualcuno- cresciuto nel distretto tessile e diplomatosi al Buzzi e che soprattutto, con il successo, non si è montato la testa.
Le persone lo salutano per nome quando lo incontrano per le vie del centro, lo seguono nelle sue apparizioni televisive e lo sostengono nelle campagne umanitarie. Forse è proprio per quest'affetto sincero, che Luca - dopo aver vissuto a Los Angeles, Roma e New York - da due anni a questa parte, è tornato ad abitare in città, con la moglie Francesca Arena e la piccola figlia Bianca. Una scelta dettata da un po' di semplicità e dalla voglia di “sentirsi a casa” fuori dal set, senza troppi riflettori puntati addosso.
Nei giorni scorsi l'attore ha partecipato in piazza Duomo alla sfilata del concorso “Imbastire un sogno, cucire un'idea”, organizzato da Confartigianato e rivolto a giovani stilisti. Noi invece l'abbiamo incontrato alla palestra Virgin Act del Parco Prato, dove di tanto in tanto, nelle sue giornate pratesi, s'allena con gli amici.
L'infanzia a Prato: da lupetto scout ai banchi del Buzzi
Luca, il sogno di fare l'attore, non ce l'ha proprio avuto sempre nel cassetto. Il suo destino sembrava essere un altro e, come molti ragazzi pratesi, adolescenti alla fine degli anni Ottanta, si era iscritto all'istituto industriale Tullio Buzzi per diventare un perito tessile.
“Da Prato me ne sono andato che avevo diciannove anni - racconta Luca - e oggi, dopo aver girato il mondo, ci sono tornato stabilmente, perché questa è la mia città e solo qui mi sento davvero a casa. L'infanzia l'ho vissuta con i miei genitori, le mie sorelle e mio fratello Marco, tra il Soccorso e viale Montegrappa. Da bambino ero uno scout e frequentavo la parrocchia, quando ancora c'era don Danilo Aiazzi. La Prato della mia infanzia me la ricordo come una città che lavorava sodo. Un distretto attivo giorno e notte. Di tessile per un po' c'ho vissuto anch'io, seguendo le orme di mio padre. Ho fatto il Buzzi: non ero un secchione, ma a scuola me la cavavo perché ascoltavo sempre le spiegazioni in classe. Certo non era una passeggiata, si facevano un sacco di ore di laboratorio e promuovere a giugno era davvero dura. L'anno della maturità mi sono impegnato molto - così voleva mia madre - e sono uscito con 54/60, che per una scuola come il Buzzi era un voto altissimo».
Il legame con la famiglia, anche nei momenti più difficili
Ambizione e tenacia infatti hanno sempre contraddistinto Luca, permettendogli di guardare avanti, anche nei momenti più difficili, come quando sua madre scomparve tragicamente in un incidente domestico.
«La storia della mia famiglia sembra un po' la trama di un film - continua Luca. Mia mamma è morta che aveva appena quarantacinque anni, cadendo da una scala in casa e lasciando quattro figli bellissimi e mio padre improvvisamente soli. Una tragedia, che ha stravolto le nostre vite. Ma ricordo che quando successe, molte persone in città ci furono vicine. Persone che ancora oggi mi regalano affetto e che mi porto nel cuore e per le quali io sono semplicemente “Luca” e non un divo della tv, un modello o il vincitore dell'Isola. La mia famiglia resta oggi un punto fermo, anche se mio padre purtroppo se ne è andato. Con mio fratello Marco, che è attore e regista, abbiamo lavorato di recente insieme a Spoleto e anche con le mie sorelle, che invece non lavorano nel mondo dello spettacolo, cerco di passare più tempo che posso».
Lavorare in un'azienda tessile
a New York
«Con il tessile ho iniziato a lavorare. Mi occupavo del commerciale e dei progetti speciali per l'azienda Calamai. A diciannove anni sono andato a New York, un'esperienza che mi ha dato molto, anche perché negli States si preparavano circa dieci collezioni l'anno ed ero sempre in movimento. Poi ho cominciato a fare il modello e a studiare recitazione, a frequentare seminari specifici sulla tecnica e la dizione fino all'Actor's Studio. Quando ho deciso di lasciare il mio lavoro per fare l'attore avevo circa 23 anni. Ricordo di essere stato criticato per questo, dopo tutto avevo un lavoro sicuro e mi stavo creando una posizione; anche se qualcuno oggi - vista la crisi del settore tessile - mi dice che sono stato lungimirante. Io in realtà senza troppi calcoli o previsioni, seguii solo i miei sogni, cosa che si dovrebbe fare sempre. Mi chiedo tutti i giorni se voglio fare l'attore, non mi fascio la testa e mi butto. Perché se non ci pensi troppo, le cose ti vengono sempre meglio».
Il successo lontano da casa
Luca ha cominciato a lavorare nel mondo dello spettacolo con le fiction tv per poi arrivare sul grande schermo. Nel 2001 fa parte del cast de “Le fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek e inizia a recitare all'estero; con l'”Isola dei Famosi” arriva poi la vera popolarità.
«Vincere l'Isola senza dubbio mi ha fatto conoscere al grande pubblico - racconta. Ma forse, di contro, mi ha anche chiuso le porte del cinema più impegnato. Certo, dal 2006 sono cambiate molte cose, gli ingaggi sono aumentati e ho cominciato a viaggiare, passando anche lunghi periodi lontano da Prato. Ho una casa a Roma, dove vado spesso, perché per il mio lavoro è fondamentale avere un appoggio nella capitale. Poi per vivere preferisco Prato. A Roma sei bombardato dai paparazzi. Io e Francesca abbiamo fatto questa scelta, per noi e per la nostra Bianca. Vogliamo farla crescere in un ambiente più tranquillo».
Vivere Prato: tra centro e spazi verdi, nonostante la crisi
«Quando sono in città, mi piace viverla. Mi sveglio presto e vado a correre sulla ciclabile. Gli spazi verdi li vivo tutti: dal Lungobisenzio alle Cascine di Tavola. In centro ho il mio macellaio di fiducia, cerco di fare la spesa nelle botteghe quando posso, ma non disdegno nemmeno la Coop. Ci tengo molto a mantenere vivi i rapporti con la città. Con Tv Prato ho partecipato alla cronaca del Corteggio storico, come padrino di contrada, e mi sono divertito un sacco. Ho altri progetti in ponte e anche quando sono lontano resto sempre aggiornato sulla vita cittadina».
«Io credo molto nell'orgoglio pratese - aggiunge -. E' la nostra risorsa. Tutti parlano della crisi, Prato certo ha perso parte del suo motore industriale, ma io penso che qui la crisi sia più giustificabile che altrove. Bisogna però rimboccarsi le maniche e puntare sulle eccellenze, Prato ne ha molte. Parlo di giovani talenti come Andrea Cavicchi, che ora ricopre un ruolo importante per i nostri industriali e che ha avuto ottime intuizioni per il Museo del Tessuto, ma anche Edoardo Nesi che è una voce importante per la cultura e lo sviluppo della nostra città».
La politica
«Non sono un appassionato dell'argomento - confessa. Non mi è stato mai proposto di entrare in politica, né a Prato né altrove, io faccio altro e va bene così. In questo momento sto seguendo molto Matteo Renzi. Sono stato alla presentazione di “Stilnovo” e faccio parte dell'organizzazione "VeDrò. L'Italia al futuro". Credo nel rinnovamento, in questo momento il nostro Paese ne ha bisogno, poi tutte le dinamiche interne ai partiti sinceramente non mi interessano».
Progetti futuri e volontariato.
«Dopo la soap "Beautiful" dove ho indossato i panni di padre Fontana per celebrare l'ennesimo matrimonio di casa Forrester, sono già alle prese con nuove fiction. Ho girato "Sposami" di Umberto Marino che andrà in onda sulla Rai ad ottobre e al momento sono impegnato sul set di un'altra fiction con Ottavia Piccolo che andrà in onda sempre sulla Rai«.
Tra i progetti autunnali c'è un altro viaggio in Kenya con l'associazione "Tesoro nel campo" per costruire una scuola.
«Per venerdì prossimo - annuncia - abbiamo organizzato una cena sulla spiaggia in Versilia per raccogliere fondi, invito tutti a partecipare. Abbiamo fatto dei progetti in Eritrea e Kenya in questi cinque anni di attività. La gioia che riescono a darti questi bambini con i loro sorrisi è impagabile….".
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