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i numeri del distretto

Regna ancora l’incertezza per il tessile abbigliamento

Regna ancora l’incertezza per il tessile abbigliamento

PRATO. I dati quantitativi disponibili per i primi mesi del 2012 sembrano indicare una sostanziale tenuta del distretto in ordine ai volumi produttivi anche se è evidente che regna ancora l’incertezza...

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PRATO. I dati quantitativi disponibili per i primi mesi del 2012 sembrano indicare una sostanziale tenuta del distretto in ordine ai volumi produttivi anche se è evidente che regna ancora l’incertezza.

L’export tessile del primo trimestre del 2012 ha registrato una leggera variazione positiva complessiva (+1,3%) rispetto al corrispondente periodo del 2011. Ancora bene l’export dei filati (+3,2%) e in recupero quello dei tessuti speciali (anch’esso + 3,2%) che compensano la piccola variazione negativa del più ampio settore dei tessuti tradizionali (-0,4%).

Per l’export del settore abbigliamento è da segnalare la flessione della maglieria e soprattutto, per la prima volta da molti anni, la leggera flessione delle confezioni (-3,1%).

Anche gli indicatori indiretti dei primi quattro mesi del 2012 si sono allineati o scostati di poco rispetto a quelli dei corrispondenti mesi del 2011: così è stato per gli scarichi idrici, per le ore lavorate, per i consumi di energia elettrica e di metano di significativi campioni di imprese. Più negative le valutazioni e le aspettative degli imprenditori in ordine all’andamento del primo semestre.

Nella rilevazione svolta a maggio da Unione Industriale Pratese, Camera di Commercio e Associazioni Artigiane, la lancetta del saldo ottimisti-pessimisti tra gli imprenditori dei settori distrettuali (tessile, abbigliamento, meccanotessile) si è spinta decisamente in basso, fermandosi a -36%. «E’ difficile per un imprenditore esprimere valutazioni sul futuro in questo momento di grande incertezza, che ci viene anche comunicata dall’esterno. – commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato - Il clima generale di grande pesantezza sicuramente influenza molto le aspettative, credo che sarebbe necessario cercare di superare questa fase di stallo per cercare di tornare propositivi. E’ importante che a tutti i livelli si apra una discussione sul futuro del manifatturiero, non possiamo più attendere».

«Questa divaricazione tra dati sui volumi e valutazioni qualitative negative – commenta Andrea Tempestini, vicepresidente dell’Unione industriale - ci spinge ad aumentare la fase di ricognizione e monitoraggio delle “criticità reali” che le imprese stanno attraversando, al fine di elaborare e promuovere azioni più mirate e di conseguenza più efficaci».

«I dati delle ultime rilevazioni – dichiara Roberto Fabbri, presidente Cna Federmoda Prato - ci avevano illuso con dati in netto miglioramento ma come temevamo è stato un fuoco di paglia». «Il dato che mi colpisce all’interno della solita fotografia ormai piena di note grigie – afferma Moreno Vignolini, vice presidente Confartigianato Prato - è la stabilità dell’occupazione che rimarca ancora una volta la necessità delle imprese artigiane ad avere manodopera specializzata al proprio interno».

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