Attenzione
Piano alternativo di Sel, Idv e Fds
Il nocciolo delle osservazioni punta sulla raccolta differenzata
PRATO. Presentate nelle scorse settimane nelle province di Prato Firenze e Pistoia otto osservazioni al Piano interprovinciale dei rifiuti dell'Ato Centro da parte di Federazione della Sinistra, Italia dei valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Medicina Democratica e Italia Nostra che puntano a modificarlo.
Osservazioni illustrate nel corso di una conferenza stampa.
«A livello europeo - ricordano i partecipanti alla conferenza stampa (fra gli altri i consiglieri regionali Monica Sgherri (FdS - Verdi), Marco Manneschi (Idv), il responsabile nazionale rifiuti del forum ambiente di Sel Eugenio Baronti - si sta spingendo verso la "Società del riciclaggio" ed è stata stabilita una precisa gerarchia delle fasi del trattamento dei rifiuti, con al primo posto delle priorità la prevenzione e riduzione per arrivare a smaltire solo il non più eliminabile. Così come in numerose aree d'Italia, anche in Toscana si sono affermate esperienze di raccolta differenziata “porta a porta” che hanno raggiunto in pochissimo tempo percentuali superiori al 70%».
Queste esperienze hanno contribuito ad innescare - e sono quindi replicabili e generalizzabili anche nella piana - processi culturali di responsabilizzazione delle famiglie; a rimuovere il degrado dei cassonetti filo strada sommersi di rifiuti; a liberare spazi migliorando il decoro urbano; a creare nuova occupazione; a migliorare la qualità dei materiali separati rispetto alle RD con cassonetti stradali; a ridurre considerevolmente la produzione dei rifiuti attraverso una separazione e intercettazione dei flussi provenienti dalle attività produttive, oggi impropriamente assimilati, che hanno portato la Regione Toscana al vertice della produzione procapite dei rifiuti nel nostro paese.
«Le osservazioni presentate - è stato detto - vanno in questa direzione, puntando a modificare un piano interprovinciale - che parte da una previsione di produzione rifiuti assolutamente esagerata (tanto più in tempi di crisi economica) e ne fa discendere un incremento altrettanto spropositato in primis dell'impiantistica inceneritorista. Seguendo invece la l'altra strada sopra delineata si possono raggiungere risultati che permettono tranquillamente di ridurre i rifiuti prodotti, raggiungere percentuali di Raccolta differenziata del 70 % al 2015, prevedere un impiantistica capace di migliorare tutta la filiera della raccolta, selezione, riciclaccio e riuso - come gli impianti cosiddetti “a freddo”, enormemente meno costosi degli inceneritori - che, riducendo i fabbisogni, renderebbe inutile proseguire nella strada di forte potenziamento dell'impiantistica inceneritorista».
Su questo nelle osservazioni presentate si prevede uno step di verifica degli effettivi fabbisogni al 2015 e fino a quel momento, una moratoria di nuove discariche e di nuovi impianti o ampliamenti di impianti di incenerimento, fermo restando la dismissione di quelli esistenti obsoleti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google