Sicurezza
Il 19% dei ragazzi abbandona la scuola troppo presto
La Provincia è riuscita a recuperarne 73 coi corsi formativi Ora avranno la possibilità di un futuro nel mondo del lavoro
PRATO. La cattiva notizia è che a Prato il tasso di dispersione scolastica si aggira attorno al diciannove per cento, quella buona è che 73 giovani dei 100 ancora in obbligo formativo che quest’anno sono stati intercettati dai servizi territoriali, hanno conseguito una qualifica professionale. Significa che dopo un periodo di smarrimento, che rischia di trasformarsi in un’emergenza per la società, hanno recuperato l’orientamento e trovato ciascuno la propria strada:dal modellista d’abbigliamento all’addetto alla riparazioni meccaniche, dal cameriere di sala all’addetto all’installazione e manutenzione di impianti elettrici. La cerimonia della consegna degli attestati è avvenuta ieri mattina nell’auditorium dell’istituto Gramsci keynes. «Si tratta di un fenomeno su cui è molto difficile intervenire – commenta la vicepresidente Ambra Giorgi – ma da cui non si può prescindere : finché ci sarà anche uno solo disperso, ci riterremo sconfitti». Non è un meccanismo semplice quello che si attiva dal momento in cui dalle scuole gli insegnanti si accorgono di aver perso qualche alunno per strada. «Quando si verifica un abbandono – spiega Giorgi – si procede immediatamente prendendo contatto con le famiglie attraverso gli operatori del Centro per l’impiego, dopodiché, se non è possibile reinserire il giovane a scuola, si cercano percorsi alternativi affinché il ragazzo possa quantomeno conseguire una qualifica professionale spendibile sul mercato». Si tratta di una sfida complessa che richiede grande sforzo e impiego di risorse. A Prato più che altrove, considerando la numerosa presenza di stranieri tra la popolazione. Tra i 73 ragazzi che hanno concluso il percorso durato complessivamente 900 ere, c’erano italiani, albanesi e un solo cinese.“Nei prossimi giorni incontreremo il console cinese per valutare insieme la possibilità di sviluppare un’azione mirata volta a coinvolgere di più le famiglie orientali nel percorso scolastico”, afferma. I percorsi nei quali si è articolato il progetto formativo “Forza 90” sono stati organizzati dall’agenzia Sophia, che per la prima volta si è cimentata in questo tipo di attività: «E’ stata un’esperienza positiva – commenta la direttrice Cinzia Grassi - faticosa, ma allo stesso tempo gratificante, in cui ha giocato un ruolo importante il supporto delle scuole e alla cui riuscita ha contribuito in maniera determinate l’appoggio dei soci di Sophia (Cna e Confartigianato) anche mettendo a disposizione un corpo docente di alto livello proveniente in parte dal mondo delle imprese. Adesso però è importante lavorare insieme per responsabilizzare di più le famiglie affinché capiscano che questo non può rappresentare un parcheggio dove lasciare i figli per tenerli occupati».
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