Il Tirreno

Prato

Curcio dai carabinieri per l’apertura dello Chalet

Il consigliere: «La struttura deve essere utilizzata solo per fini sociali e culturali» Dubbi sull’assegnazione del bando sulla base del progetto e non sull’offerta

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VERNIO. Il consigliere d’opposizione Marco Curcio ha fatto una segnalazione al comando dei carabinieri di Vernio per verificare la regolarità di alcune procedure amministrative che hanno permesso l’apertura dello Chalet di Montepiano. Tre sono i punti critici individuati da Curcio; il canone di locazione, la finalità di utilizzo e il criterio con cui è stata affidata la gestione alla società Pole Pole.La Regione Toscana ha concesso ad un canone annuo di 180 euro la struttura al Comune che a sua volta l’ha dato in sub-concessione alla Pro Loco di Montepiano per lo stesso importo, la quale ha dato in gestione la quasi totalità della struttura ad un privato, per 12.000 euro annui.

«Queste poche informazioni – spiega Curcio - mi sono bastate per convincermi che la questione doveva essere approfondita, inoltre leggendo il disciplinare di concessione della Regione Toscana mi sono accorto che riporta una clausola molto importante per cui la struttura deve essere utilizzata esclusivamente per finalità sociali e culturali». Il consigliere sottolinea, invece, che solamente una stanza è destinata a punto d’informazione turistica mentre i restanti 470 mq sono utilizzati dalla società “Pole Pole” come pubblico esercizio per servizio di ristorazione e bar che non si possono definire certamente attività sociali e culturali ma a fine di lucro. Il Comune inoltre può utilizzare la struttura per 6 giorni l'anno, mentre la Pro Loco per 12, tempi e spazi giudicati insufficiente per la promozione turistica di Montepiano. «Oltre alla legittimità di assegnare in gestione una struttura pubblica ad una società privata. - continua Curcio – c’è anche un’anomalia nell’ assegnazione; il bando è stato vinto da chi ha presentato l'offerta più bassa ( 12.000 euro) e non dalla più alta( 16.200 euro). La Pro Loco sostiene che la scelta del vincitore è stata fatta valutando il progetto e non l'offerta migliore, criterio però non riportato sul bando. Credo quindi che l'unico principio utilizzato sia stato il libero arbitrio». Il terzo cruccio del consigliere è destinazione d’uso dello Chalet. «La Pro Loco per statuto è un’ associazione senza fine di lucro, ma con questa operazione permette di far guadagnare il ristorante. Inoltre la struttura deve essere a disposizione dei cittadini ogni volta che si presenti la possibilità di organizzare eventi e manifestazioni, secondo anche il volere della regione. Il mio intervento è finalizzato a migliorare ed ottimizzare lo Chalet del Villeggiante, per far si che esso diventi veramente una struttura aperta, fruibile e a disposizione di tutte quelle associazioni e gruppi di persone residenti a Vernio che intendono utilizzarlo, non solo all'ora dei pasti».

Alessandra Agrati

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