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Cenni: «L’accordo segreto? Quisquilie, io porto soldi»

Cenni: «L’accordo segreto? Quisquilie, io porto soldi»

Il sindaco glissa sull’intesa con Estra e rilancia: «Grazie alla gara del gas il Comune guadagna 50 milioni, gli altri ne perdono 80, mi spiegate perché?»

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PRATO. Nell'accordo riservato tra Comune ed Estra c'è una clausola ancora inspiegata. Per mandare a buon fine la transazione di Estra verso l'amministrazione e mettere la parola fine a tre anni di liti politiche e controversie giudiziarie i soci dell'area Consiag dovevano rinunciare entro lo scorso 31 dicembre a presentare il ricorso al Consiglio di Stato contro la gara del gas. Neanche il segretario generale sa se quell'impegno sia stata rispettato fino in fondo da Ilaria Bugetti e colleghi. Interpellato sull'argomento l'assessore all'energia, Filippo Bernocchi glissa e rivendica la necessità di fissare con quell'accordo il valore delle reti.

Chi cerca di spiazzare il dibattito è il sindaco Cenni che ieri ha convocato una conferenza stampa per raccontare la sua verità. Guardingo inizialmente sulla replica da dare al capogruppo del Pd Massimo Carlesi, autore di un esposto alla Corte dei Conti contro quell'accordo, per inchiodare gli avversari alle loro responsabilità il sindaco porta dei numeri a prima vista incontrovertibili sulla bontà della gara voluta dalla giunta. «Se avessimo ceduto alle molteplici pressioni ci saremmo risparmiati forse molte ingiurie, ma avremmo portato a casa 3 milioni di euro in 12 anni di gestione del servizio e non 53» afferma con toni che si fanno presto arrembanti non tanto verso Estra, piuttosto all'indirizzo dei sindaci della provincia.

«Si sta profilando per Prato un vantaggio erariale grazie alla scelta fondamentale di due anni fa di questa amministrazione e all'insistenza di Filippo Bernocchi. Ci segnalò con lungimiranza che stavano per uscire dei decreti, i quali avrebbero ridotto nettamente gli introiti per il Comune». Insomma il Comune avrebbe colto la palla al balzo, mentre gli altri resteranno quasi a mani vuote. «Mi chiedo, come mai gli altri sindaci non hanno sfruttato ugualmente questa opportunità? Vedo che nel Pd preferiscono parlare ancora dell'accordo con Estra. Sono quisquilie rispetto alla relazione dell'Antitrust sull'operato del management della società per rallentare la nostra gara. In realtà non sanno come spiegare la ragione per cui non hanno portato a casa decine di milioni di euro. Non sanno spiegarlo - sottolinea - e, allora, alzano i polveroni e insinuano il torbido». La perdita secca per Prato sarebbe stata di una cinquantina di milioni. Il resto dell'area, invece, subirebbe secondo le stime dei legali del Comune, una perdita secca di 80 milioni. Cenni si sente in una posizione di vantaggio e la capitalizza con un colpo politico a sorpresa. Durante la conferenza stampa per illustrare i vantaggi economici della gara del gas estrae dalla cartellina una lettera del presidente dell'Anci, Graziano Del Rio, che chiede esplicitamente di modificare l'ultimo decreto Romani per ripristinare l'una tantum per l'assegnazione del servizi. Quell'una tantum afferrata da Prato. Ma soprattutto quel Del Rio, sindaco di Reggio Emilia per il Partito democratico esattamente come quelli dell'area Consiag, ma con un'idea differente sulla gara: «Appoggio la sua tesi» afferma con furbizia Cenni. A febbraio del prossimo anno si toglierà un'altra soddisfazione. Anche gli altri enti dovranno andare a gara e sarà proprio il Comune di Prato a gestirla, per legge. E se gli altri sindaci lo rifiuteranno? «Nel caso, dovranno spiegare perché ci ritengono inadeguati. Il ministero vuole noi».

Carlandrea Poli

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di Redazione web