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Altri due tifosi lasciano il carcere ma l’inchiesta regge
PRATO. Hanno ottenuto gli arresti domiciliari gli ultimi due tifosi del Prato arrestati lo scorso 20 giugno con l’accusa di aver preso parte alla rissa dopo l’ultima partita di campionato tra il...
PRATO. Hanno ottenuto gli arresti domiciliari gli ultimi due tifosi del Prato arrestati lo scorso 20 giugno con l’accusa di aver preso parte alla rissa dopo l’ultima partita di campionato tra il Prato e il Piacenza. Gasparino Melita e Tiziano Amato sono dunque usciti dal carcere della Dogaia, in seguito a un’ordinanza del Tribunale del riesame di Firenze, al quale si erano rivolti i loro avvocati, ma non potranno allontanarsi dalle loro abitazioni.
Resta in piedi, comunque, l’impianto accusatorio che ha portato agli arresti, come si evince dall’ordinanza del Riesame. Secondo il giudice Elisabetta Improta, quanto è accaduto lo scorso 27 maggio non si può definire una semplice scaramuccia. Le fonti di prova sono numerose testimonianze oltre alle immagini riprese dalla telecamera di sorveglianza del bar “Il Miglio verde” di viale Borgovalsugana, davanti al quale è andata in scena prima una rissa e poi una fitta sassaiola. Il giudice ritiene che le ricostruzioni delle difese degli indagati non siano verosimili e che i tifosi, pratesi e piacentini, abbiano «accettato volutamente lo scontro fisico».
A farne le spese, oltre a loro stessi, è stata una famiglia, padre, madre e figlia di 6 anni, che in quel momento si trovava a transitare sul viale a bordo di una Volkswagen Polo. Ed è stato il conducente a riconoscere in Tiziano Amato la persona che a un certo punto è salita sul cofano della vettura, mentre un tifoso piacentino, anche lui indagato, centrava l’auto con un sasso.
Dalle foto ricavate grazie alle riprese video si vede Antonello Lechiancole mentre tira una pietra ai piacentini, Gasparino Melita mentre impugna una spranga e tira una sedia contro il bar, Tiziano Amato che tira un tavolino e Andrea Arricale che si piazza davanti all’entrata del bar. In base agli accertamenti della Digos, Graziano Calabrese avrebbe poi cercato di liberare Amato che era stato fermato dalla polizia. Calabrese è stato anche l’unico a finire in ospedale con un paio di costole rotte. Il Riesame ha respinto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per Antonello Lechiancole, Graziano Calabrese, Andrea Arricale e David Corbellini. (p.n.)
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