Il Tirreno

Prato

Il cantuccino pratese diventa “toscano”

In attesa del riconoscimento del marchio Ipg, i produttori hanno varato una procedura di controllo volontario sul prodotto

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PRATO. Sono il terzo biscotto più famoso al mondo (dopo savoiardi e amaretti), in Toscana li conoscono tutti come “cantuccini di Prato”, ma d’ora in poi si chiameranno “cantuccini toscani”.

Non saranno, però, la solita cosa, sia per ingredienti che per procedimento, ma ormai la strada è tracciata. Secondo il disciplinare adottato da Assocantuccini, l'associazione che riunisce 13 imprese dolciarie produttrici localizzate in tutta la regione, che ha richiesto l'Igp (Indicazione geografica protetta) i cantuccini toscani dovranno rispettare una serie di regole. Ad esempio le mandorle devono essere almeno il 20 per cento. Le uova (il tuorlo) non meno del 4 per cento. Deve esserci solo burro e niente margarine o simili. I biscotti, cotti al forno, devono essere secchi e friabili e non morbidi.

Altre indicazioni, contenute nel disciplinare, riguardano la lunghezza e il peso dei cantuccini. Insomma tutte regole che le imprese aderenti ad Assocantuccini si sono impegnate ad osservare in nome della qualità e della toscanità.

La richiesta di Igp è stata avanzata nell'aprile 2011 e nel dicembre dello stesso anno la Regione Toscana l'ha accolta esprimendo parere positivo. Ora la pratica deve completare il suo percorso a Roma e a Bruxelles per ottenere il marchio IGP e con esso la tutela dell'Unione Europea volta a difendere il prodotto toscano dalla concorrenza sleale e dal sempre più diffuso fenomeno dell'”Italian sounding” .

Nell'attesa dell'Igp le imprese aderenti ad Assocantuccini hanno deciso di adottare una procedura di controllo volontaria sui prodotti, che verranno certificati da Agricert e sui quali saranno effettuati controlli di laboratorio volti ad accertare l'osservanza del disciplinare da parte delle imprese aderenti. Sui prodotti verrà apposta una etichetta che attesterà la certificazione.

L'iniziativa è stata presentata durante una conferenza stampa tenuta in Regione alla presenza dell'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori. Hanno illustrato le iniziative di Assocantuccini il presidente, Ubaldo Corsini, il vicepresidente Giovanni Belli, il segretario Marco Ginanneschi e il consigliere Daniele Scapigliati. I cantuccini: 24 milioni di fatturato. L'export è al 37%. Mercati in crescita.

Nel contesto dell'industria alimentare italiana e di quella toscana, i cantuccini, pur occupando una posizione di nicchia, vantano risultati di rilievo.

Rispetto al fatturato complessivo dell'industria dolciaria toscana (278,7 milioni di euro di fatturato nel 2010, in crescita del 4% sul 2009, e oltre 600 addetti), i cantuccini incidono per 24 milioni di euro (pari all'8,6%) con il valore globale del mercato al consumo di questo prodotto, inclusa logistica e distribuzione, stimabile in 58 mln di euro. La propensione all'export è pari al 37% del fatturato. L'export medio dell'industria alimentare toscana è pari al 22%, quello dell'industria dei prodotti da forno italiani del 23% e quello dell'industria alimentare italiana globale del 17%.

L'export della biscotteria secca italiana è cresciuto del 71,2% tra il 2005 e il 2010, passando da 8,2 mln di euro ad oltre 14 mln, risultato ascrivibile in gran parte proprio ai cantuccini toscani (41,2%). Il mercato di riferimento è quello comunitario: l'UE assorbe il 29% della produzione contro l'8% destinato ai Paesi extra-UE. La Germania è il principale importatore nella UE così come gli Stati Uniti sono il maggiore nel resto del mondo seguiti dal Giappone. Nuovi mercati emergenti si stanno aprendo ad Est dell'Europa (Polonia e Russia entrambe al 5° posto). In Toscana si consuma il 22% del prodotto, nel resto d'Italia il 41%.

Ma la concorrenza sleale è in agguato. Si calcola che il cosidetto "Italian sounding" raggiunga i 60 miliardi di euro di fatturato, la metà di quello dell'intera industria agroalimentare italiana (127 miliardi nel 2011).

E poiché la Toscana è uno dei brand più conosciuti al mondo l'equazione è facile: molte imitazioni riguardano il Tuscan sounding. Di qui l'esigenza di proteggere da subito i prodotti toscani.

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