Il Tirreno

Prato

Aeroporti toscani

Cenni dice no a Rossi sulla pista parallela

di Carlandrea Poli
Cenni dice no a Rossi sulla pista parallela

Molti i punti divergenti per quanto riguarda le infrastrutture fra il sindaco di Prato e il presidente della Regione

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PRATO. «Alla luce delle informazioni finora pervenute dico assolutamente no. Sono disponibile a parlare e a farmi spiegare dagli esperti lo studio sull'impatto ambientale, ma è innegabile che con quella inclinazione la città verrà interessata dal sorvolo degli aerei». Nell'atteso colloquio col presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco Roberto Cenni ha pronunciato il suo “no” secco al tracciato ribattezzato convergente-parallelo dell'aeroporto. E per giustificare la sua contrarietà fa appello ad una ragione storica, con una punta d'amarezza per l'occasione persa: «Trent'anni fa si doveva svolgere la vera partita per la Toscana. L'errore fu di non puntare su Pisa e di creare due aeroporti sviluppati a metà». Se l'errore è da legarsi alla mancanza di visione d'insieme della politica regionale è altrettanto vero che per Cenni, Peretola non meritava proprio di sorgere. L'ipotesi più accreditata è di vedere alla fine l'ampliamento dell'aeroporto e il sindaco, dismettendo subito l'habitus del contestatore, ha chiesto – in nome del pragmatismo – garanzie per i collegamenti. «Si potrebbe far convergere i passeggeri verso la fermata di Firenze Castello per poi farli salire su una linea della metropolitana ad hoc per Peretola». Anche Rossi ha avuto il privilegio di rispedire al mittente una proposta del sindaco. Sul polo oncologico è arrivata una netta chiusura legittimata dai tagli di 300 milioni di euro alla spesa sanitaria previsti nell'oramai famigerata Spending Review del governo Monti. Troppi per poter immaginare di avere più di un centro contro i tumori in Toscana. «Prendo atto, ma farebbe bene a tutta la città poterlo mantenere all'ospedale». Sull'urbanistica e sulla sanità Comune e Regione conservano le loro divisioni, mentre sui nodi infrastrutturali è più realistica la ricerca di un'intesa. A cominciare dall'autostrada. I lavori per la terza corsia dell'A11 aspettano la posa della prima pietra entro la fine dell'anno. In precedenza il Comune aveva avanzato la richiesta di un terzo casello, Prato Centro, ma è oramai impraticabile. Più vicina, invece, la modifica dello svincolo di Prato Est. «Gli uffici tecnici sono in contatto e sono allo studio misure per deviare in parte i veicoli verso il Macrolotto. Vorremmo in questo modo alleggerire il traffico sulla tangenziale verso la questura anche col completamento dell'asse delle industrie». Enrico Rossi si è detto disponibile a fare la sua parte anche per la soluzione del nodo del Soccorso, in virtù della firma della Regione nell'accordo di un anno fa con l'allora ministro Matteoli per lo sblocco di 16 milioni di euro. Il punto d'intesa, però, non riavvicina complessivamente le posizioni dei due organi di governo. Anzi, quasi fossero due poli con la stessa carica magnetica nel momento in cui si avvicinano si respingono. Succede sul cuore del progetto Prato con l'idea di affidare a tutor neolaureati il compito di costruire un ponte di collegamento fra il distretto parallelo e il distretto tessile autoctono. All'entusiasmo di Rossi fa da muro lo scetticismo sferzante di Cenni: «Immaginiamoci che effetti potrebbero avere 14 ragazzini a suonare i campanelli. Con un dilagante sistema di illegalità prima dobbiamo pensare al ripristino della legge. Possiamo essere ottimisti solo nel continuare a lavorare nei tavoli aperti a Prato con la presenza di rappresentanti della comunità cinese e della stessa console». Cenni e Rossi si rivedranno nel palazzo della Regione fra quindici giorni, per cercare di dare anche più concretezza al progetto Prato. Consci di non poter perdere il traguardo dei finanziamenti europei nel 2014.

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