Sicurezza
Accordo segreto Comune-Estra Esposto del Pd alla Procura
Undici consiglieri comunali hanno indirizzato la loro segnalazione anche alla Corte dei Conti Sotto accusa un patto venuto alla luce soltanto alla conclusione della gara del gas
PRATO. L'accordo tra Comune ed Estra, quello segreto, con le firme del sindaco Roberto Cenni, dell'amministratore di Estra e del presidente del Consiag Paolo Abati, finisce sulle scrivanie della Procura della Repubblica e della Corte dei conti. L'iniziativa è di 11 consiglieri comunali del Partito Democratico, tra i quali il capogruppo Massimo Carlesi, che si sono accordati sul testo da inviare ai magistrati.
«Per un sindaco, aver firmato un accordo riservato è una cosa gravissima. Nella pubblica amministrazione non sono consentiti atti segreti - spiega Carlesi - Altrettanto grave è la mancata pubblicazione di una delibera, quella che recepiva l'accordo, immediatamente eseguibile. Non solo. Abbiamo chiesto la documentazione che tuttavia non ci è ancora stata consegnata».
Da qui la decisione di segnalare l'esistenza dell'accordo e il suo contenuto, ferma restando la mancanza della documentazione d'appoggio, alla Procura della Repubblica. Gli 11 consiglieri del Pd hanno chiamato in causa anche la magistratura contabile, «anche perché l'accordo incide sul bilancio del Comune», come sottolinea il capogruppo. Il testo reca 11 firme, su 15 consiglieri del Pd, perché «in 4, pur concordando sulla gravità delle procedure seguite dal sindaco e dalla giunta, hanno ritenuto che fosse preferibile seguire la via della contestazione politico-istituzionale sull'operato del sindaco stesso».
Chi ha firmato l’esposto? Massimo Carlesi, Lia Vanni, Tatiana Bettarini, GianniBianchi, Mariagrazia Ciambellotti, Cristina Sanzò, Ilaria Santi, Roberto Mennini, Nicola Oliva, Simone Mangani,Maurizio Calussi. L’esposto non è stato invece firmato da Matteo Biffoni, Enrico Giardi, Luca Vannucci, Andrea Colzi.
In massima parte, il gruppo consiliare Pd ha però ritenuto che vi fossero gli estremi, e il dovere, di segnalare il tutto ai magistrati, attraverso un testo concordato con tanto di firme, dal quale si evincono le osservazioni "girate" alla Procura pratese e alla sezione toscana della Corte dei conti da parte dei consiglieri democratici.
Nell’esposto i consiglieri Pd osservano che l’accordo è stato sottoscritto (dal sindaco Roberto Cenni, dal presidente di Estra Alessandro Piazzi e dal presidente di Consiag Paolo Abati) mentre la gara per l’individuazione del nuovo affidatario del servizio di distribuzione di gas naturale bandita dal Comune di Prato era in corso e che alla gara, vinta poi da Toscana Energia, ha partecipato Estra.
I consiglieri fanno presente, inoltre, che la mancata pubblicazione della delibera «ha reso impossibile l’esercizio del potere di controllo e di indirizzo del consiglio comunale». E che fino ad oggi al consiglio comunale non sono arrivati atti o delibere da approvare e ratificare. Un accordo, insomma, che brucia doppiamente ai consiglieri Pd: in parte perché, come affermano, questo accordo così determinante per il futuro di Consiag è passato del tutto sopra la loro testa. Ed in parte perché quell’accordo porta anche la firma di Paolo Abati, ex candidato alle primarie Pd per la corsa al sindaco al fianco di Carlesi. Corsa poi persa. Il silenzio dei “nemici” è comprensibile, quello degli amici, meno.
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