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Prato

«Spero il tessile abbia un futuro ma mio figlio non fa il Buzzi»

«Spero il tessile abbia un futuro ma mio figlio non fa il Buzzi»

Il tessile ha ancora un futuro su cui basare lo sviluppo e il rilancio del distretto? Gli artigiani della Cna nella loro assemblea hanno fatto chiaramente capire di guardare con interesse ad altro

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PRATO. Il tessile ha ancora un futuro su cui basare lo sviluppo e il rilancio del distretto? Gli artigiani della Cna nella loro assemblea hanno fatto chiaramente capire di guardare con interesse ad altro. E gli industriali? Abbiamo scelto di far intervenire sull’argomento un imprenditore, senza cariche nelle associazioni, ma sicuramente organico al distretto, Stefano Milanesi (nella foto) dell’azienda New Mill. «Il tessile - commenta - potrebbe avere dei margini di miglioramento in base all’andamento del dollaro che ci consente o meno di essere competitivi e se l’Europa deciderà di mettere dazi per la merce che arriva da Cina e paesi orientali. Il momento è difficile e dalle mie scelte dipende il futuro di cento famiglie e di molti artigiani quindi io devo credere nel tessile e faccio di tutto perché sia il futuro di questa città».

Una certezza o una speranza? Ed ecco che Milanesi risponde con una frase che racconta abbastanza. «Mio padre, scomparso da poco, ha mandato me e i miei fratelli tutti all’istituto Buzzi. Mio figlio invece il Buzzi non lo fa. Ed io non l’ho certo consigliato di iscriversi lì».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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