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Clandestini, dormitori e non pagano la Tia

Clandestini, dormitori e non pagano la Tia

Il risultato di un controllo della squadra interforze in un capannone di San Giusto: evasione totale

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PRATO. Uno stabile di circa 500 metri quadri è stato sequestrato giovedì pomeriggio a San Giusto al termine di un controllo della squadra interforze al quale hanno partecipato tra gli altri la polizia e i vigili urbani. Lo stabile era occupato da due confezioni cinesi, le cui titolari sono state denunciate. E’ stata anche accertata la totale evasione della Tia, vale a dire che, nonostante si trattasse di aziende abbastanza grandi, non avevano mai pagato la tassa sullo smaltimento dei rifiuti.

Sono state identificate le due titolari e complessivamente 16 lavoratori orientali, dei quali cinque, quattro uomini e una donna, sono risultati essere clandestini. Sono stati quindi condotti in Questura e denunciati per il reato di ingresso e soggiorno illegale in Italia. Le confezioniste cinesi, invece, una trentatreenne e una quarantaseienne, sono state entrambe denunciate per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la seconda anche per impiego di manodopera clandestina, in quanto quattro dei clandestini, identificati nella sua confezione, sono stati trovati a lavorare.

Le due ditte erano ospitate in un unico immobile produttivo di circa 500 mq, suddiviso nelle due attività mediante alte pannellature in cartongesso e legno, con costruzione abusiva, anche soppalcata, di complessivi 16 angusti cubicoli dormitorio, contenenti un totale di 26 potenziali posti letto per una superficie abitativa di circa 150 metri quadri.

Per questo la polizia municipale presente sul posto ha proceduto al sequestro penale preventivo dell'intero stabile industriale per commistione di uso produttivo e abitativo, mentre sono stati messi i sigilli a 47 macchine da cucire.

Rimosse nell'occasione anche 9 bombole di gas gpl, utilizzate dagli orientali senza le dovute accortezze di sicurezza.

Il personale dell'Azienda sanitaria impegnato nel controllo al capannone di San Giusto ha inoltre denunciato all’autorità giudiziaria le due confezioniste «per palesi inosservanze alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro».

I guai non erano finiti. Come detto, l’Asm ha accertato che quelle due confezioni non avevano mai pagato la Tia, che ora dovrà essere recuperata.

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