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Prato

Annarita, 3 trapianti non l’hanno salvata È morta a New York

di Pasquale Petrella
Annarita, 3 trapianti non l’hanno salvata È morta a New York

Due anni fa la stessa malattia aveva ucciso il fratello. Ai genitori un conto di oltre due milioni di dollari da pagare

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PRATO. Annarita non ce l’ha fatta. Il viaggio della speranza a New York con tre trapianti di midollo osseo in poco più di un anno, purtroppo, non sono serviti. L’altra notte, la giovane avvocato pratese di 36 anni, è morta al Memorial Sloan Kettering Cancer Center.

La Fhl, ossia la linfoistiocitosi emofagocitica, è stata più forte delle cure e della voglia di vivere di Annarita.

Per cercare di salvarle la vita, il padre Giuseppe Cioffi, aveva dato il via ad una campagna di solidarietà per raccogliere i fondi necessari per portarla negli Stati Uniti, unico posto al mondo dove davano delle possibilità di cura. Un tentativo che la famiglia doveva assolutamente fare anche perchè il fratello di Annarita, Raffaele è morto per la stessa malattia congenita solo due anni fa a 35 anni.

«Per salvare la vita di mia figlia sono disposto a tutto, non siamo riusciti a salvare il fratello, ora ho il dovere di fare di tutto per aiutare lei», diceva fra le lacrime il padre Giuseppe quando ha cominciato a raccogliere i fondi per portarla a New York. Il costo per la sola operazione era di 1 milione e 200 mila dollari, al quale dovevano aggiungersi i costi per la permanenza a New York dei genitori e per la stessa Annarita nei periodi in cui veniva dimessa dall’ospedale fra un intervento e l’altro.

L'intera città si era mobilitata per aiutare la famiglia, Giuseppe e la moglie sono insegnanti, l'Asl aveva assicurato di coprire il 56% dei 450 mila dollari anticipati, il Comune si era a sua volta mobilitato, così come alcune scuole superiori, tra le quali il Copernico liceo frequentato da Annarita. La Croce Rossa di Prato aveva organizzato il viaggio. Tutto sembrava fattibile e la famiglia Cioffi aveva rivisto la luce quando ha potuto far salire la figlia sull’aereo con destinazione New York.

Ma per Annarita il viaggio non si è rivelato fortunato.

La malattia di Annarita, che due anni fa ha ucciso anche il fratello Raffaele, ha iniziato a manifestarsi undici anni fa. La Fhl, ossia linfoistiocitosi emofagocitica, è una malattia genetica, entrambi i genitori ne sono portatori sani. Malattia che normalmente agisce con una frequenza di 1:50.000. Eppure all' interno della famiglia Cioffi si è presentata per ben due volte a distanza di poco tempo. E per entrambi non c’è stato nulla da fare. I genitori di Annarita stanno sbrigando le pratiche per riportare in Italia la salma della loro figlia. E dopo la sua sepoltura dovranno trovare nuova forza per trovare i fondi per pagare il conto che è lievitato oltre i due milioni di dollari, ed avranno bisogno ancora di aiuto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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