Il dolore
Bini attacca Asm sul bilancio 2011 e sulle assunzioni
Il vicesindaco Borchi: «Occorre creare un meccanismo per smaltire nel lungo periodo i debiti dell’azienda»
PRATO. Fosse per Riccardo Bini, coordinatore di Futuro e Libertà, la sorte di Asm sarebbe segnata. Un'azienda con 58 milioni di euro di indebitamento a fronte di 58 milioni di fatturato annuo andrebbe trattata da ramo secco e tagliata dalle partecipazioni del Comune. Una semplice parola d'ordine: privatizzare. L'indirizzo dell'amministrazione Cenni è diametralmente opposto. Lo si intuisce dalla deliberata fatta approvare dalla maggioranza in consiglio comunale due giorni fa. Asm deve sì assolvere al dovere legislativo di scorporare Essegiemme e Programma Ambiente e trovare per queste due controllate un nuovo socio privato per circa il 40% delle azioni attraverso una gara pubblica.
Un semplice passaggio tecnico, dal momento che una simile quota è già in mano a soggetti privati, finora scelti con un affidamento diretto. Nella sostanza, però, la giunta decide di conservare persino gli uffici e gli stabilimenti in Polonia - attraverso Programma Ambiente -, nonostante l'attività di recupero di oli industriali non sia esattamente il core business di Asm. Sferzante dentro e fuori dal consiglio comunale il giudizio di Bini: «Questa amministrazione non si allontana dal socialismo municipale dei predecessori». Scavando fra i numeri si intuisce che l'azienda di via Paronese non sprizzi di salute. Nella nota integrativa al bilancio del 2011 i debiti con le banche sono calati da 20,5 dell'anno precedente a 19 milioni.
Eguale correzione è avvenuta per i mutui, passati da un ammontare di 14,65 a 12,8 milioni. Un miglioramento costato caro ai fornitori. Qui i debiti sono schizzati ulteriormente verso l'alto, toccando i 19,2 milioni dai 17,4 del 2010. Incrementi da record anche per il passivo verso il fisco: il peggioramento è per 1,2 milioni e ad Asm restano da pagare ben 2,458 milioni di imposte. Il vice-sindaco Goffredo Borchi non nega la drammaticità dei numeri. Ma se per un verso ammette la sofferenza, dall'altra rassicura circa il piano della giunta per rientrare dall'indebitamento: «Dei cambiamenti radicali non sono pensabili. Vorrebbe dire alzare la Tia e ripagare tutto di un botto i debiti accollandoli ai cittadini. Diversamente, è opportuno creare un meccanismo virtuoso per smaltire le pendenze nel lungo periodo, mantenendo al minimo le tariffe. D'altro canto la situazione di Asm è simile a molte altre aziende del settore, per cui non ci saranno ricadute negative nell'aggregazione in Helios».
Come si concili questa oculatezza promessa con le 44 assunzioni a tempo indeterminato e le 70 a tempo determinato avute nel 2011 resta un mistero per il futurista Bini. La cui diffidenza cresce a sapere che in larga parte gli assunti si dedicheranno alla raccolta porta a porta: «Un progetto ancor più dispendioso. Prevedo un bagno di sangue per i conti».
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