Sicurezza
Un progetto che spazzerà via 336 lavoratori
La provincia pagherà un tributo altissimo alla spending review del goveno Monti. Lo sostiene la Funzione pubblica della Cgil
La provincia pagherà un tributo altissimo alla spending review del goveno Monti. Lo sostiene la Funzion e pubblica della Cgil.
«La paventata riduzione del 10% del personale - spiega il sindacato di piazza Mercatale - per l'Asl 4 di Prato significa la mobilità, ovvero il licenziamento, di 211 operatori tra infermieri e operatori socio sanitari, tecnici di laboratorio, della riabilitazione e ostetriche».
Secondo la Cgil, soltanto al Pronto soccorso, la riduzione del 10% del personale (13 in meno tra infermieri e operatori socio sanitari e 5 medici in meno degli attuali) ne prevederebbe la paralisi o, nella migliore delle ipotesi, un danno irreparabile per i cittadini vittime di incidenti o emergenze sanitarie che vedrebbero i tempi di attesa allungarsi consistentemente.
Problemi ci saranno anche all’Inps. 10 lavoratori in meno tra gli addetti alle procedure per la cassa integrazione, per gli assegni di disoccupazione, per l'inserimento nelle liste di mobilità, per l'erogazioni delle pensioni, per le maternità garantiranno un risparmio o, maggiormente, produrranno un danno per i cittadini che richiedono prestazioni minime per la propria sopravvivenza?, si chiede il sindacato.
All’Agenzia delle entrate mandare via 15 lavoratori pratesi addetti al controllo fiscale «è un regalo per gli evasori».
Analogamente per il Comune di Prato, oggetto di una forte riduzione di risorse al pari degli altri enti locali, il taglio sul personale riguarderà 100 unità, tra cui - linearmente - 3 assistenti sociali e 10 educatrici dell'infanzia, ovvero gli operatori che ogni giorno agiscono nelle aree dei servizi alla persona e della marginalità sociale.
«Il Governo Monti - sostiene la Cgil - continua con le politiche di tipo ragionieristico dando risposte di destra ad una crisi epocale: tagli e riduzione dei servizi accompagnati da una sottile politica di privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi pubblici essenziali per la collettività e le imprese. Noi chiediamo ai partiti tradizionalmente vicini alle istanze dei più deboli che si torni ad esprimere tutela per i lavoratori che quotidianamente offrono i servizi agli ultimi».
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