Il dolore
Un codice etico per l’Unione piace ai soci senior (e non solo)
FIRENZE. Un codice etico con delle regole chiare di comportamento. E’ questo, sulla falsariga di quanto già fatto da altre realtà confindustriali, che l’Unione industriale pratese sta mettendo in...
FIRENZE. Un codice etico con delle regole chiare di comportamento. E’ questo, sulla falsariga di quanto già fatto da altre realtà confindustriali, che l’Unione industriale pratese sta mettendo in ponte. Un’idea che ha trovato gambe nella nomina di Leandro Gualtieri, imprenditore su questi temi al di sopra di ogni sospetto, a consigliere delegato a seguire questo argomento oggetto di dibattiti anche animati nell’assocazione degli imprenditori. Quando e fino a che punto un’azienda può considerarsi rispettosa dell’etica? E quali comportamenti è necessario che tenga? Domande a cui dare una risposta è difficile ma che sembra la sfida cui Confindustria Prato intende raccogliere.«Molte associazioni - commenta Gualtieri - hanno un codice etico e ritengo giusto che anche noi ce ne dotiamo.Sono onorato di questo incarico e per quanto mi riguarda tengo in modo particolare ai rapporti tra committenti e terzisti. Vorrei ci fosse per questo un codice di comportamento».
Un’idea condivisa anche da un altro senior, Alberto Pecci. »Se in molti, ed è così, sentono l’esigenza di affrontare il tema significa che il problema c’è e va discusso. Certo è che riuscire a trasformare queste esigenze in concretezza sarà difficile». «Ritengo - è opinione di Pierluigi Marrani - che il tema ruoti molto interno al distretto parallelo compresi coloro, pratesi, che vi hanno rapporti. In questo caso però prima dell’etica arriva la legge. Per quanto riguarda invece i comportamenti ritengo il problema sia principalmente al di fuori dell’Unione industriale e che riguardi chi ha aziende in seria difficoltà in questo mercato perturbato. Sono temi e argomenti affrontabili, secondo me, in momenti in cui c’è una ripresa in atto. Poi, per quanto riguarda la nostra opinione in materia credo parli la nostra storia».
Agguerritissimo sul tema Francesco Lucchesi che porterà la sua opinione in consiglio direttivo. »Un’azienda e una persona che non hanno come base di partenza un comportamento etico non sono accettabili in associazione. L’immagine di Prato deve essere pulizia, trasparenza,chiarezza». Per Piero Bardazzi di Natural Fantasy sarà il mercato a fare una selezione. «Se in Cina non rispetti le regole con l’azienda Caia difficilmente potrai avere rapporti con l’azienda Tizia.C’è un passaparola che poi rende differente un modo di comportarsi da un altro . E credo che lo stesso sia per gli acquisti ma anche per i rapporti con i terzisti. L’abbiamo visto in questi periodi dove durante la ripresa del lavoro quelli rimasti hanno privilegiato chi con loro durante la crisi si era comportato in modo rispettoso senza approfittarsene».
Ilenia Reali
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