Sicurezza
Pinori: «I mercati non preoccupano, il sistema sì»
FIRENZE. I filati italiani piacciono. Un punto di partenza che può apparire scontato, ma che è importante chiarire per andare a ricercare i veri problemi che frenano il settore. Non è infatti il...
FIRENZE. I filati italiani piacciono. Un punto di partenza che può apparire scontato, ma che è importante chiarire per andare a ricercare i veri problemi che frenano il settore. Non è infatti il riscontro dei mercati a preoccupare l’imprenditrice Raffaella Pinori, alla guida dell’azienda Pinori filati: «La difficoltà maggiore in questo momento è rappresentata dal sistema, basato su una cultura che ha portato a togliere linfa vitale alle imprese che sono le uniche in grado di garantire posti di lavoro attraverso la crescita e lo sviluppo: è questa la vera ricchezza».
E come un fiume in piena, continua lo sfogo: «Pensando di arricchirsi ancora di più facendo speculazioni finanziarie, qualcuno ha favorito lo spostamento dal mondo reale verso quello virtuale, ma non possiamo più andare avanti così, alle aziende deve essere data l’opportunità di crescere».
L’imprenditrice parla di «terrorismo virtuale». Vale a dire: «Questo sistema ci sta mortificando - spiega Pinori - basti pensare al calcolo dell’Irap e al Tfr, che è stato spostato dalle nostre aziende ai fondi pensionistici di tutto il mondo; per non parlare di un meccanismo che ha portato ad aumentare il costo del denaro in modo spropositato: un imprenditore che oggi volesse aprire un contratto di leasing finanziario - esemplifica Raffaella Pinori - preferisce rinunciare all’investimento che ha in mente se le condizioni delle banche impongono un tasso d’interesse dell’8% sul costo del denaro». Altro che politiche di sviluppo. La fotografia della situazione scattata da Pinori, dal suo stand al primo piano del padiglione centrale delle Fortezza da Basso, mette in luce una dinamica preoccupante.
«Pur avendo la spinta per continuare ad andare avanti e la dinamicità che serve oggi per stare sui mercati - afferma - è una continua mortificazione: qualcuno ha studiato a tavolino il modo per affossare il sistema delle piccole imprese».
L’appello lanciato da Pinori anche nome degli imprenditori che in questi giorni espongono le loro collezioni autunno-inverno 2013-214 alla manifestazione fiorentina, vuole essere un modo per smuovere le acque.
«La nostra presenza a Pitti dimostra che, nonostante tutto, grazie agli anticorpi - conclude l’imprenditrice - abbiamo trovato la forza di venire qui ad aprire le nostre aziende ai clienti , che con grande soddisfazione da parte nostra, si sono presentati numerosi».
Barbara Burzi
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