Finanza
I FILATORI, ORGOGLIO PER LA CITTÀ
di ANDREA CAVICCHI* Pitti filati è stato un modo per aprirsi il cuore. Per affacciarsi su una Prato che mi piace. Una città fatta di imprenditori che credono in quello che fanno e che, oggi, vedono...
di ANDREA CAVICCHI*
Pitti filati è stato un modo per aprirsi il cuore. Per affacciarsi su una Prato che mi piace. Una città fatta di imprenditori che credono in quello che fanno e che, oggi, vedono riconosciuto il frutto del loro lavoro. Come ogni fiera non si sa cosa si potrà raccogliere una volta che gli stand saranno chiusi ma solo l’essere circondati dall’interesse per le collezioni dei tanti, tantissimi operatori arrivati da tutto il mondo mi convince di tutto quello che del resto ho sempre pensato, che il nostro distretto ha tutte le carte per produrre eccellenza.
Lo dico per i filati oggi, in questi giorni di Pitti, ma lo dico per tutti gli altri settori che nelle occasioni che si presenteranno contribuiranno a far crescere l’immagine del nostro distretto. Mi piacciono molto i nostri filatori. Domani andrò a trovarli personalmente, a dire loro quanto mi inorgoglisce rappresentarli. Mi piace, voglio ripeterlo all’infinito, la voglia di superare gli ostacoli che ognuno di loro ha messo in questi anni scommettendo nella ricerca, continua, di un prodotto sempre nuovo e capace di stupire il mondo della moda. Mi piace la capacità di fare squadra dimostrata ancora una volta con l’organizzazione, insieme ai biellesi, di una fiera che ci porterà in Cina, sotto il più bel marchio che possa esistere, il made in Italy.
Un biglietto da visita su cui dobbiamo continuare a credere e per cui dobbiamo lottare per non perdere il vantaggio che questa grande e bella terraci dà anche sui mercati. Sbagliato sarebbe non proseguire nella lotta e nella difesa della nostra tradizione, della nostra storia e della credibilità che abbiamo costruito giorno per giorno rendendo il manifatturiero italiano sinonimo di bellezza e affidabilità.
. *presidente
Unione industriale pratese
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