Sicurezza
Scippano le catenine e ne fanno lingotti
Brusco aumento delle rapine di monili per strada. Un ricettatore le fondeva e le mandava ad Arezzo
PRATO. Prima scippavano le borse, ora anche e soprattutto le catenine d’oro. L’ultimo episodio ieri pomeriggio in via Santorre di Santarosa, alla Chiesanuova, dove una donna è stata aggredita da un nordafricano che le ha strappato dal collo la catenina d’oro ed è fuggito in bicicletta in direzione di via Wangen. Lunedì sera la stessa scena era accaduta in via Lazzerini e ne aveva fatto le spese una donna di 63 anni, derubata della catenina da un giovane poi fuggito su uno scooter insieme a un complice. Ma gli scippi di catenine d’oro si sono enormemente moltiplicati nelle ultime settimane, soprattutto se paragonati all’anno scorso. Quasi non passa giorno senza che italiani o cinesi vengano avvicinati da giovani senza scrupoli che strappano le catenine dal collo, in certi casi con dolorose conseguenze fisiche.
Per quale motivo si è impennato questo genere di reati? Un indizio lo fornisce il risultato di un’indagine conclusa la scorsa settimana a Firenze dalla guardia di finanza, che ha arrestato un uomo di 62 anni, Francesco Vescovo, titolare di un “compro oro”. Secondo l’accusa l’uomo prendeva catenine di dubbia provenienza e poi le fondeva in un laboratorio nel retrobottega. I lingotti, sempre secondo gli inquirenti, finivano a imprenditori senza scrupoli operanti nel settore orafo in provincia di Arezzo. (p.n.)
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