Il Tirreno

Prato

STORIA DI UN’AZIENDA

Freak out, il ferro lavorato che diventa opera d’arte

Freak out, il ferro lavorato che diventa opera d’arte

PRATO. Da qualche giorno il sagrato della chiesa di San Pietro a Galciana mostra un volto nuovo. Proprio venerdì 29 giugno, nel giorno della festa del patrono della chiesa, è stato inaugurato lo...

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PRATO. Da qualche giorno il sagrato della chiesa di San Pietro a Galciana mostra un volto nuovo. Proprio venerdì 29 giugno, nel giorno della festa del patrono della chiesa, è stato inaugurato lo spazio antistante la canonica ridisegnato secondo un progetto ideato da uno studio di architettura locale. Gli artefici degli elementi accessori in ferro, che fanno da corredo all’area, sono stati realizzati da Serena Adolfetti e Daniele Pini, due artigiani specializzati nella lavorazione del ferro e del vetro dalle cui esperienze, dieci anni fa, è nato “Freak out!”, un laboratorio artistico dove prendono forma tutti i loro progetti. «Siamo contenti di aver accettato di partecipare a quest’iniziativa per la grande soddisfazione che ci ha dato vederla realizzata – spiega Serena – l’incarico è arrivato all’ultimo momento, pertanto in venti giorni abbiamo dovuto non solo realizzare tutto il lavoro, ma riuscire anche a coordinarci con gli altri professionisti che hanno collaborato al progetto affinché tutto fosse eseguito secondo quanto previsto e nei termini stabiliti». La difficoltà più grande? I tempi di realizzazione. «Per noi è stata una sfida – aggiunge – ci siamo occupati di realizzare due panchine, lunghe rispettivamente 18 e 6 metri; i pilastri, i copri scalini e il basamento della statua; non è la prima volta che eseguiamo lavori per luoghi pubblici ma in questo caso è stato diverso in quanto si tratta di qualcosa che resterà a disposizione della comunità cattolica e di tutta tutta la città, per almeno i prossimi cento anni …». Con un recente incarico proveniente da Piombino gli orizzonti di Serena e Daniele si sono allargati. «Secondo me Prato avrebbe un potenziale enorme sul fronte degli interventi da poter compiere – fa notare – in certi casi manca l’interesse di farlo, tuttavia, chi ha idee valide e sa lavorare bene cerca di proporsi anche fuori provincia». Ai coetanei che hanno talento e tecnica per saper fare questo mestiere, i due giovani artigiani consigliano “tanta gavetta”. «Prima di aprire un’azienda – racconta –ho girato vari laboratori artigiani, come vetrerie e falegnamerie, cercando di accumulare un bagaglio di esperienza che mi ha permesso di sperimentare l’utilizzo di vari materiali coi quali non si finisce mai di imparare».

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