Sicurezza
I bambini dell’oratorio sulla tomba dell’amico Franco
PRATO. Gli occhi gonfi e rossi dal pianto, le mani giunte in preghiera, le bocche che si aprono solo per intonare un canto religioso di saluto e di speranza. Così una cinquantina di bambini della...
PRATO. Gli occhi gonfi e rossi dal pianto, le mani giunte in preghiera, le bocche che si aprono solo per intonare un canto religioso di saluto e di speranza. Così una cinquantina di bambini della parrocchia di San Martino a Paperino ieri mattina ha fatto visita alla tomba del loro compagno Franco Lori, il bimbo di 11 anni morto durante un'escursione sul monte della Calvana martedì scorso a causa di un malore le cui cause sono ancora in corso di accertamento. Il piccolo è tumulato a Poggio a Caiano, dove è nato e abitava fino ad un anno fa, prima di trasferirsi a Paperino. E' la prima tomba a destra entrando nel cimitero poggese. A guidare il gruppo di bimbi è ancora una volta don Carlo Gestri, il parroco di Paperino organizzatore della gita in Calvana. Il più triste e assorto dei presenti. Il clamore mediatico suscitato dalla vicenda e la tristezza per aver visto morire uno dei propri ragazzi, lo portano a evitare il contatto con la stampa. E' totalmente concentrato sulla tomba di Franco circondata dai bambini che l'hanno ricoperta di rose gialle colore simbolo dell'amicizia. C'è chi porta qualche pupazzetto, chi una macchinina o un robot. Tutti lasciano una letterina o un bigliettino per Franco. Dopo mezz'ora, quando i bimbi lasciano Poggio a Caiano per tornare a Paperino, la zia materna, presente alla visita, raccoglie tutti i messaggi per portarli alla sorella Stefania, la mamma di Franco. Ne restano solo due. «Quanti giochi abbiamo fatto, quanti biscotti abbiamo preparato insieme. Non ti dimenticheremo mai». L'altro biglietto è piccolo e di colore verde. L'autore è un bimbo. Poche e semplici parole ma limpide come solo i bambini sanno essere: «Spero che dove sei, starai bene, mi mancherai. Ti voglio bene». (e.b.)
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