Sicurezza
Tolto lo striscione che accusava la chiesa
Dopo la messa celebrata dal vescovo Simoni, a sorpresa, don Carlo è stato ricevuto dai genitori del piccolo Franco
PRATO. Un colloquio di un’ora e mezzo, tra don Carlo Gestri, accompagnato dalla animatrice Alessandra Foddi, coi genitori del piccolo Franco, Stefano e Stefania, ha riportato la pace tra gli animi sconvolti dall’incredibile tragedia maturata in Calvana. Un colloquio richiesto fin dal primo giorno da don Carlo ma che era stato rifiutato. Ad accrescere la tensione si era aggiunto lo striscione che accusava la Chiesa (5° comandamento, non uccidere) esposto sul terrazzo dell’abitazione della famiglia Lori, proprio davanti alla chiesa di Paperino. Ieri sera, dopo la messa celebrata dal vescovo Gastone Simoni, è arrivato il disgelo, preparato da un incontro che Alessandra Foddi aveva avuto coi genitori. Al termine dell’incontro col parroco il padre del bambino è uscito sul terrazzo, ha tolto lo striscione e lo ho riportato in casa. Un modo per piangere, senza astio nei confronti di nessuno, un figlio che se n’è andato molto prima del tempo.
Poche ore prima, il vescovo Gastone Simoni, celebrando accanto a don Carlo Gestri la messa pomeridiana nella chiesa di San Martino a Paperino, la stessa frequentata dal piccolo Franco, monsignor Simoni era stato molto attento a non entrare in polemica coi genitori del bambino. Se quello striscione affisso da giovedì notte sul balcone della casa che fu di Franco bruciava come uno schiaffo, la Diocesi aveva scelto il basso profilo.
Davanti alla chiesetta gremita fin da prima delle 18, il vescovo ha detto di esser venuto a pregare per Franco e per i suoi genitori, «ai quali non smettiamo mai di pensare».
Ci sono molti meno di cento passi tra l’abitazione di Stefania Viani, la madre di Franco, e la chiesa di Paperino, ma nessuno della famiglia fino ad ora li ha fatti e gli avvolgibili sono rimasti ostinatamente abbassati, come ormai da quattro giorni.
Dentro la chiesa, a don Carlo Gestri è toccata la seconda lettura, tratta dal Vangelo secondo Marco, dove si parla di Gesù che salva la figlia dodicenne di Giairo, uno dei capi della sinagoga. Genitori in lacrime, la figlia creduta morta e il Messia che dice loro: «Non vi preoccupate, sta soltanto dormendo». E chissà con quale peso sul cuore il parroco di Paperino ha letto quelle parole, lui che martedì, sulla Calvana, avrebbe tanto voluto poter dire la stessa cosa a Franco, svegliati, non è niente, e invece l’ha visto morire.
Fuori le cicale non smettono di cantare e quello striscione incombe. Dentro il vescovo Simoni si concede l’unico momento di leggerezza quando parla di «questa valle di lacrime, dove però si piange tanto bene». E aggiunge di voler pregare «soprattutto per chi non si sente aiutato da Dio». Ma le sue parole ancora non superano quei pochi metri che lo dividono dalla casa di Franco.
A difendere don Carlo ci aveva pensato anche la Radio Vaticana, ai cui microfoni ha parlato ieri il parroco romano don Paolo Aiello, compagno di seminario del parroco di Paperino. «Ho sempre avuto grande stima per don Carlo - ha detto - E’ un giovane serio e noi gli siamo vicini perché capiamo quale può essere il travaglio personale, spirituale e psicologico, in questi momenti. Preghiamo per lui e per il piccolo Franco e la sua famiglia». «Chi non è mai stato nei nostri ambienti - precisa don Aiello - e non ha mai visto il sacrificio e la cura di tanti sacerdoti, il loro impegno costante, quasi eroico, spesso finisce per infangare la figura dei sacerdoti». Ma, intanto, nel muro di cupo dolore dei genitori si era ormai aperta una piccola breccia.
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