Finanza
«Il sindaco di Campi si dia una mossa»
Martini: «Deve abbattere la casa abusiva altrimenti non si può inaugurare la bretella Sant’Angelo-Castelnuovo»
POGGIO A CAIANO. «Mi aspetto che il sindaco Chini di Campi Bisenzio mantenga le promesse che ci ha fatto». Marco Martini, primo cittadino di Poggio a Caiano, la definisce una protesta garbata, una polemica costruttiva, ma di fatto è il tentativo disperato di scuotere Adriano Chini e la sua giunta dall'indifferenza con cui si stanno occupando dell'ormai nota vicenda della casa abusiva che blocca il completamento della cassa di espansione necessaria per poter aprire la bretella Sant'Angelo-Castelnuovo che, lo ricordiamo sorge per lo più sul territorio di competenza di Campi. Una vicenda che si trascina dal 2003 tra ricorsi e appelli al Presidente della Repubblica da parte della famiglia occupante e ordinanze di sgombero del comune di Campi cadute nel vuoto. La casa intanto è sempre lì, ma nel frattempo il cantiere per la realizzazione della bretella si avvia verso la conclusione. Da Poggio sono partite lettere, incontri, telefonate indirizzate al sindaco Chini che si è guardato bene dal dare risposte concrete. Solo rinvii e impegni generici. D'altronde Campi dovrebbe trovare una nuova casa alla famiglia occupante per far realizzare una strada che serve solo a Poggio. Non c'è alcuna fretta... evidentemente.
«Ad un mese e mezzo dall'ultimo incontro che abbiamo avuto con Chini - spiega Martini - ancora silenzio. Ho anche messo per scritto la richiesta di risolvere velocemente il problema, ma non ho ricevuto alcuna risposta. L'impegno era di darci delle certezze per la fine di maggio o al massimo per gli inizi di giugno, ma non è successo niente di tutto ciò. Ci sentiamo trascurati».
I lavori per il completamento della strada sono a buon punto. A breve sarà realizzata la rotonda di raccordo tra la bretella e la regionale 66. Entro il 2012 e forse anche prima sarà terminato l'intero tracciato, ma se non sarà buttata giù la casa e di conseguenza completata la vasca, la strada resterà chiusa e inutilizzabile. L'autorità di bacino è stata molto chiara anche perché la vasca è stata inserita nel progetto insieme al tracciato il rilevato della strada proprio per un problema di sicurezza idraulica dettato dalla vicinanza al torrente Ombrone e ad altri due affluenti.
«Mi aspetto che Chini mi dia una data - conclude Martini - Non sono tollerabili altri rinvii anche perché si rischia che le ditte appaltatrici chiedano i danni alla Provincia che si occupa del cantiere. Basta prendere tempo. Da quando sono sindaco ho avuto sei sfratti l'anno. Con fatica, ma li abbiamo gestiti. Non è impossibile e le ordinanze di sgombero già esistono».
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