Il Tirreno

Prato

parlano gli avvocati

«I genitori non volevano attaccare la parrocchia»

PRATO. L’ultimo capitolo dello scontro tra i familiari del piccolo Franco e la Diocesi è stato scritto ieri dai legali della famiglia (Dimitri Caciolli, Cristina Magni e Alessia Fiorentino) che hanno...

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PRATO. L’ultimo capitolo dello scontro tra i familiari del piccolo Franco e la Diocesi è stato scritto ieri dai legali della famiglia (Dimitri Caciolli, Cristina Magni e Alessia Fiorentino) che hanno diffuso un comunicato in cui mettono qualche puntino sulle i.

I legali si dicono sorpresi per il rilievo che è stato dato alla foto e alla notizia dello striscione (“5° comandamento, non uccidere”) affisso dalla madre di Franco Lori sul balcone di casa. Secondo i legali così «si fomenta un conflitto che non esiste e che non deve esistere».

«I familiari, così come ripetuto più volte da questi difensori, non sollevano alcuna accusa: non è loro compito; dopotutto, allo stato, non vi sono elementi per poter ipotizzare alcuna responsabilità. La famiglia Lori-Viani, attualmente, attende solo di conoscere la causa del decesso del loro figlio il quale, partito per una gita, non faceva più ritorno a casa. Starà poi alla Magistratura, a cui si affidano i nostri assistiti, a fare luce su eventuali responsabili del tragico episodio».

Più avanti i legali ci tengono a chiarire che il numero di partecipanti alla gita di martedì era «di circa di 80 bambini (76 per la precisione) a fronte di 10 accompagnatori di cui solo 5 (compreso il parroco) maggiorenni». Come peraltro scritto il primo giorno.

Quanto all’aggressione subita dalle due giornaliste della Nazione venerdì mattina alla Misericordia di Poggio a Caiano, i legali sostengono di aver appreso che le due si sono spacciate per volontarie della Misericordia (cosa smentita dalle dirette interessate) e avrebbero scattato foto col telefonino (il che non è vietato, e comunque è stato smentito). «E’ così necessario - si chiedono - riprendere i due genitori che piangono all'arrivo della bara bianca con dentro il corpo esanime del piccolo figlio?».

Infine i tre avvocati dei genitori e di una zia di Franco Lori sostengono che la scelta di portare la salma del bimbo a Poggio a Caiano e di non fare un funerale religioso non ha significato voler fare un dispetto alla parrocchia di Paperino. «La madre - spiegano - è originaria di Poggio a Caiano, in quel cimitero sono sepolti i nonni e i bisnonni materni del bambino. Stefania e Stefano, con la loro decisione, hanno inteso compiere un gesto di amore (purtroppo l'ultimo) verso il loro angelo: non lasciarlo solo, ma "consegnarlo" ai nonni».

I genitori di Franco, concludono gli avvocati, apprezzano l’idea dei bambini di Paperino di portare un fiore lunedì sulla tomba del bambino, ma raccomandano che non ci sia troppa gente, per non dare fastidio ai familiari che potrebbero essere lì anche loro.

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