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Prato

Lega Nord, Soldi a un passo dall’addio

Lega Nord, Soldi a un passo dall’addio

Si ricompatta il gruppo consiliare. Tosoni e Paradiso: malumori verso il “morgantiano” Grazzini

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PRATO. Fosse per la Lega Toscana di Paradiso e Tosoni la questione entrerebbe subito in agenda. Il sindaco impegnato a far quadrare il bilancio senza inasprire a livelli draconiani la pressione fiscale con l'Imu si troverebbe a dover gestire il caso Grazzini, l'assessore allo sport nominato in quota Lega Nord. Finora la tutela era garantita dalla permanenza fra le file del Carroccio di Leonardo Soldi, che ha conservato il suo posto nel movimento anche dopo l'uscita degli altri due leghisti. Questo schema adesso rischia di saltare. E il filo che unisce il destino di Soldi e Grazzini si fa ora dopo ora più sottile e potrebbe spezzarsi qualora il giovane capogruppo decidesse di stracciare la tessera della Lega Nord e fare fronte comune con i due scissionisti.

Un contesto da fantapolitica fino a poche settimane fa. La nascita della Lega della Toscana aveva sembrato porre le condizioni per ricompattare il Carroccio pratese sotto i suoi due esponenti di spicco: il consigliere Soldi e l'europarlamentare Claudio Morganti. Ad appiccare il fuoco delle divisioni è stato il congresso provinciale di metà aprile. Soldi presentò Carlo Alberto Bianchi Rossi, un medico con alle spalle una lunga militanza, per poi essere spinto a ritirare la candidatura per fare spazio al consigliere provinciale, Matteo Santini di sicura fede morgantiana. Uno screzio, che ha dato vita ad una serie di incomprensioni. Tutto ricomponibile secondo il Morganti pensiero di quei giorni. Il grosso guaio è arrivato la settimana scorsa col nuovo congresso comunale. Anche in questo caso Morganti è riuscito a far prevalere come candidatura unitaria una sua fedelissima, la vice-presidente della Circoscrizione Est Patrizia Ovattoni. Segretario uscente era proprio Soldi, che per lo smacco subito non si è neppure presentato all'assise congressuale chiedendo e ottenendo che anche i militanti a lui vicino disertassero il voto. Nel mezzo ci sono numerosi tentativi del capogruppo della Lega Nord di strappare un chiarimento al commissario regionale, Gianni Fava.

Solo lui, nell'ottica di Soldi – e statuto alla mano – poteva richiamare all'ordine le parti in causa e fare allentare la presa di Morganti sulla città. Sono tutti andati a vuoto. Tanto da far meditare l'addio dal movimento. Non si sa se questo avverrà. Di certo c'è in gestazione una lettera con la firma di Soldi e di altri militanti per esprimere il malcontento. Non la potrà firmare Bianchi Rossi, in quanto già fuoriuscito due settimane fa. Il primo verdetto di questo addio sarebbe la risaldatura dei tre leghisti in consiglio, non nello stesso movimento ma con una strategia comune per abbattere l'ultimo morgantiano in Comune: l'assessore allo sport, Matteo Grazzini. Con Paradiso pronto a dettargli l'aut aut dinanzi al sindaco: o si dimette oppure resta in giunta, ma da civico. Un invito indiretto anche per lui ad abbandonare la Lega.

Carlandrea Poli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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