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Prato

Carmignano, in arrivo la stangata Imu

di Walter Fortini
Carmignano, in arrivo la stangata Imu

Prime case al 4,5 per mille, aliquota massima, e 10,6 per le case sfitte. Negozi, laboratori, bar e uffici all’8,6

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CARMIGNANO. Imu al 4,5 per mille sulle prime case: lo 0,5 in più dell'aliquota base decisa dal governo, 50 euro l'anno di maggior costo rispetto alla vecchia Ici (ma che con un figlio si annullano) per un appartamento di 80 metri quadri. Imu all'8,6 – l'1 per mille in più – per i negozi, bar, ristoranti, uffici e laboratori, una decisione che non è piaciuta all'associazione industriali, ed 8,6 per mille anche per le seconde case: senza sconti per il genitore che affida l'abitazione in comodato gratuito ai figli o viceversa. In questro caso l'unica scappatoia è un atto del notaio che conceda l'usufrutto o il diritto di abitazione. Imu al 10,6 per mille – il massimo previsto dalla legge nazionale – per le case sfitte.

Le aliquote proposte dalla giunta, anticipate e raccontate sul Tirreno un mese fa, sono stata approvate mercoledì sera dal consiglio comunale. Con i voti contrari dell'opposizione, ma anche qualche sofferenza anche tra la maggioranza. «E' stata una scelta non facile – ammette il sindaco Doriano Cirri – Fino ad un mese e mezzo fa pensavamo di riuscire a mantenere al minimo l'Imu sulla prima casa. Poi per mettere in sicurezza il bilancio abbiamo deciso un ritocco all'insù». Troppe le variabili impazzite: a cominciare dalle previsioni divergenti della ragioneria comunale e dello Stato sul gettito atteso, sulla cui base il governo ha ridotto a meno di 200 mila euro i trasferimenti che per Carmignano valevano fino all'anno scorso 2 milioni e 200 mila euro. Su un bilancio di circa 13 milioni. «Potevamo agire sull'addizionale Irpef. Ma rischiavamo di colpire i soliti» dice il sindaco, allundendo alla diffusa evasione fiscale che è il grande male dell'Italia. Oltre al fatto che l'addizionale Irpef comunale era già stata raddoppiata a metà dell'anno scorso: dallo 0,2 allo 0,4 per cento. E così l'Imu è rimasta l'unica strada. «Se corrette si riveleranno le stime del governo e non le nostre – si augura il primo cittadino - a settembre possiamo ancora tornare indietro e riportare l'aliquota sulla prima casa al 4 per mille». Ma è uno scenario ad oggi giudicato improbabile «Abbiamo invece deciso di concedere uno sconto agli immobili agricoli – aggiunge –, fino ad oggi esenti dall'Ici ed ora tassati: ma al 2 per mille e non al 4. L'agricoltura è infatti l'attività più importante del territorio: non tanto per i posti di lavoro e la ricchezza prodotta, quanto per la salvaguardia e la manutenzione delle colline e la promozione turistica. Se anche solo un'impresa agricola chiude, il danno può essere irreparabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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