Sicurezza
Una carta archeologica di Prato e dintorni
Pubblicazione della Provincia e della Soprintendenza. «Un eccezionale strumento di studio»
PRATO. «Un documento eccezionale». E' così che l'assessore alla cultura della Provincia di Prato Edoardo Nesi ha definito la carta archeologica della Provincia di Prato, dalla preistoria all'età romana, curata da Paola Perazzi e Gabriella Poggesi. Il volume, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana, vanta oltre cinquecento pagine di documenti, immagini, definizioni, note archeologiche e commenti, arricchiti da un esauriente apparato cartografico. Il volume è articolato essenzialmente in due parti, la prima che descrive i caratteri e il popolamento nelle varie età storiche del territorio e la seconda che documenta le presenze archeologiche nelle varie zone con schede scientificamente puntuali: il volume comprende infatti la cartografia completa di tutti i Comuni della provincia, con le emergenze che li riguardano. L'obiettivo della pubblicazione è quello di mettere a fuoco il territorio di Prato, ma anche di guardare oltre ai suoi confini, riconoscendogli quella naturale vocazione di controllo dei transiti e di comunicazione di merci, persone e idee, di un tempo.
Lo studio, condotto grazie al sostegno dell'assessorato alla Cultura della Provincia, verrà presentato oggi nel salone consiliare della Provincia dalle 18 in poi, alla presenza del presidente Lamberto Gestri; dell'assessore Nesi; di Maddalena Ragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana e delle curatrici.
Nella pubblicazione confluiscono anni di ricerche, studi e segnalazioni. E il corredo di un ricchissimo materiale fotografico ne fanno un testo da mettere a disposizione della comunità scientifica e civile, uno strumento di conoscenza e un punto di partenza per il molto lavoro di ulteriore ricerca e valorizzazione che il patrimonio archeologico pratese senz'altro merita.
"Sono felice che questo straordinario documento veda la luce- ha commentato l'assessore Nesi. E' un successo per la Provincia, che ha lavorato a questo obiettivo da tempo. Prima Gerardina Cardillo e poi Paola Giugni, assessori alla Cultura delle precedenti amministrazioni, ne hanno il merito più grande. Adesso possediamo uno strumento che è conoscenza vera, scientifica, di ciò che abbiamo intorno".
Questa pubblicazione è un'espressione concreta dell'interesse per l'archeologia nella sua funzione scientifica ed educatrice, ma è anche uno strumento efficace, su cui senza dubbio le amministrazioni pubbliche, potranno contare per i programmi di tutela delle aree d'importanza archeologica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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