«Non è colpa di nessuno» L’assoluzione del vescovo
Una messa a Paperino insieme ai genitori e ai ragazzi dell’oratorio Simoni: «Vorremmo aiutare la famiglia ma ora sono troppo addolorati»
PRATO. Nelle sue preghiere c’è innanzitutto posto per i genitori del piccolo Franco, quelli che hanno perso l’unico figlio nella sciagurata gita in Calvana. Ma c'è un altro dramma, ed è quello che sta vivendo in queste ore don Carlo, il parroco di Paperino. E questo il vescovo Gastone Simoni lo sa bene. Lo capisce dagli occhi in lacrime dell’uomo al timone da 15 anni della piccola parrocchia di San Martino. Un uomo di Dio, ma pur sempre un uomo. E quel dolore lo lacera, così come il senso di colpa per una tragedia che ha strappato alla vita una creatura innocente: un sentimento che il religioso ha ammesso di nutrire ieri mattina in chiesa, in mezzo a tanta commozione, dopo la recitazione del Rosario da parte di mamme e bambini. Preghiera e solidarietà. Ma anche un duro attacco ai mezzi di informazione per come è stata trattata la vicenda della morte di Franco. «E’ un delitto: così iniziate anche voi a relazionarvi con il mondo dei mezzi di comunicazione – ha detto il Vescovo rivolto ai ragazzi dell’oratorio parrocchiale di Paperino». E poi, quasi a voler sgomberare il campo da ogni dubbio e ad assolvere prima lui della giustizia terrena un parroco che è adorato da un’intera comunità: «La morte di Franco non è colpa di nessuno. È stato un fulmine capitato in una giornata serena, nell’ambito di una realtà positiva quali sono gli oratori parrocchiali. Un servizio per la collettività, non certo una organizzazione improvvisata ma con accompagnatori sempre molto preparati».
La solidarietà e la vicinanza a don Carlo sono incondizionate. «Anche lui è affranto: chi lo conosce può misurare quanto grande sia la sofferenza in questo momento». Dall’altra parte c’è una famiglia che ha perso un figlio piccolo, al quale magari pensava di fare un regalo iscrivendolo al centro estivo della parrocchia, per aiutarlo a farsi nuovi amichetti e a familiarizzare un po’ con la realtà di Paperino (i Lori, provenienti da Poggio a Caiano, abitavano qui da un anno). Destino vuole che il loro appartamento si trovi proprio davanti alla chiesa di San Martino. Lo strazio dei genitori è ancora davanti agli occhi di monsignor Simoni. «I primi affranti sono loro ed è a loro che va la nostra solidarietà assoluta. Martedì sera mi sono recato all’ospedale di Careggi, insieme al sindaco Cenni e all’assessore Mondanelli. Ora sono troppo addolorati, non hanno la forza per parlare. Vorremmo aiutarli ad affrontare questa realtà nel modo migliore possibile». Intanto alla terrazza dei Lori resta appesa una bandiera dell’Italia, segno evidente di una passione calcistica in casa. Ieri mattina il vessillo non sventolava, non c'era un filo di vento. Stasera purtroppo il piccolo Franco non potrà tifare la squadra del cuore.
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