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Prato

Don Gestri: «Per me finisce qui. Mi spiace lasciarvi da soli»

Don Gestri: «Per me finisce qui. Mi spiace lasciarvi da soli»

Il parroco di Paperino ieri mattina durante il Rosario in ricordo del piccolo Franco. L’abbraccio dei ragazzi

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PRATO. Lo hanno abbracciato come un padre, gli hanno fatto sentire il loro affetto. Gli occhi lucidi, i cuori gonfi di dolore, una ferita scavata in una comunità di 3.500 persone alla periferia di Prato. Finché il silenzio della preghiera, quella scandita dalla sequenza del Rosario e del Salve Regina intonati per quasi venti minuti a ricordare il piccolo Franco, non è stato interrotto da una voce sommessa, vibrante di commozione. Poche parole spezzate dalle lacrime, quelle con cui padre Carlo Gestri ha voluto congedarsi dai suoi ragazzi, gli stessi che mano a mano si alzavano dai posti a sedere per unirsi a lui in un abbraccio fisico e spirituale. «Per me finisce qui. Mi dispiace lasciarvi da soli. Mi sento in debito con voi, mi sento in colpa. Ho aspettato a dirvi di Franco, non era il caso in quella circostanza – ha detto rivolto ai ragazzi - Eravamo attaccati a una speranza». Capitolo chiuso, così don Gestri ha fatto intendere di volersi lasciarsi alle spalle l’esperienza del Grest (Gruppo Estivo) che animava da oltre dieci anni. «Distraetevi», è il consiglio che ha dato prima di stringere i ragazzi, gli stessi che hanno condiviso con lui il momento terribile della tragedia. Dentro la canonica i posti erano tutti occupati: un centinaio di persone si erano radunate lì alle 9 grazie al tam tam lanciato su Facebook dalle mamme. C’erano tutti: i bimbi e i loro genitori, gli accompagnatori dell’oratorio estivo. Ma il parroco non si tocca: la comunità di Paperino ancora sotto choc fa quadrato intorno a don Gestri. «Siamo con lei don Carlo», è la voce decisa di una mamma che rimbomba in fondo alla chiesa. Il movimento dei parrocchiani verso la loro guida è corale, segno di un appoggio incondizionato. Alla fine della preghiera, molti si trattengono in chiesa, incoraggiati da don Carlo che annuncia l’arrivo imminente del vescovo Gastone Simoni. Fuori invece, esplode la protesta delle mamme per il ritardo dei soccorsi. «Sono arrivati dopo due ore. I genitori e gli organizzatori stanno passando tutti per incoscienti, ma nessuno dice che ci sono volute quasi due ore per vedere i primi soccorritori», è lo sfogo di Letizia Nesti la cui bimba faceva parte della comitiva in Calvana. Bocche cucite invece degli accompagnatori: alcuni di loro sono stati sentiti in Questura la sera stessa della disgrazia. Si forma un drappello di bambini. Tutti a ripetere che non mancava l’acqua dal loro zaino. Il pensiero vola ai Lori e alla loro terribile perdita. «Le lacrime dei genitori di Franco sono anche le nostre lacrime – commenta Alessandra, una delle mamme - perché questo bambino era uno dei nostri bambini. Troppe accuse sono state mosse impropriamente al parroco che ha saputo gestire una situazione difficile. Chi è andato stamani in parrocchia, tra i quali io stessa e i miei figli, lo ha fatto per pregare per Franco, per dare un segno tangibile del dolore di tutte le famiglie ma anche per sostenere don Carlo che si trova ad affrontare un peso enorme». (m.l.)

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